Altro passaggio suggestivo della decauville sotto una parete rocciosa.

In bicicletta alla scoperta della decauville Arigna-Vedello nel Parco delle Orobie Valtellinesi

Pochi sanno di questa stradina che corre a metà montagna (a 900 metri di quota), sul versante sud della media Valtellina nel Parco delle Orobie Valtellinesi. Il percorso connette l’abitato di Arigna con la località Vedello lungo uno splendido percorso di circa 10 km. In origine si trattava di una decauville, cioè una linea ferroviaria a scartamento ridotto costruita agli inizi del ‘900 e utilizzata nella fase di costruzione e in seguito manutenzione dei numerosi impianti idroelettrici della zona. Oggi molti degli impianti idroelettrici sono comodamente raggiunti da strade montane e dunque le ragioni per la decauville sono venute meno. Quasi tutti i binari sono scomparsi, ad eccezione di alcuni tratti remoti, e quella che un tempo era una affollata via di comunicazione e trasporto, è oggi una tranquilla pista ciclabile frequentata anche da runners e hikers.

La decauville si estende esclusivamente in orizzontale, ed è divisa in due tratti ben distinti. Il primo tratto connette la località Dosso del Grillo (Arigna) con il bacino di raccolta acque del Gaggio. Questo tratto è ampio e ben segnalato, adatto anche a famiglie con bambini. Il secondo tratto, tra l’invaso del Gaggio e la località Vedello, è invece più selvaggio e, a causa del fondo sconnesso, da percorrere preferibilmente con biciclette di tipo MTB. A rendere l’esperienza unica vi sono alcune gallerie che servivano a proteggere la decauville da frane e valanghe invernali. In questo tratto alcuni cartelli minacciosi tentano invano di bloccare camminatori e ciclisti. Non fatevi intimorire, i cartelli hanno il solo scopo di liberare la società idroelettrica di gestione da ogni responsabilità nel caso qualcuno si facesse male lungo questa stradina priva di parapetti ed esposta a occasionali cadute sassi (caratteristiche comuni a tutti i sentieri di montagna). I pericoli esistono certamente, ma è sufficiente un poco di attenzione e di buon senso per percorre questo tratto in tutta sicurezza. Raccomando a chi volesse percorrere questo segmento, di munirsi di una torcia da installare sul manubrio o da piazzare sul casco. Alcune delle numerose gallerie sono curve per cui nella zona centrale si percorrono alcune decine di metri nel buio più completo. Le gallerie non sono mai più lunghe di un centinaio di metri. Raccomando di fare molta attenzione perché molte di queste gallerie hanno ancora la massicciata originale della ferrovia, il che le rende difficoltose da percorrere in bicicletta, in particolare nelle zone buie.

L’intero percorso offre un susseguirsi di splendide viste e attraversa angoli incontaminati di bosco. La decauville scavalca numerosi torrentelli (in particolare nel tratto Arigna-Gaggio) con ponticelli in metallo in cui ancora si vedono i punti in cui erano fissati i binari.

Perla mia escursione, sono partito da Chiuro salendo dal fondovalle per circa 600 m di dislivello fino alla decauville. Chi non se la sentisse di fare tutta la salita può portarsi fino a quota 900 metri in auto e da lì iniziare a percorrere la decauville. Una volta raggiunto la località Vedello si può ritornare sui propri passi, oppure puntare verso il fondovalle lungo la comoda strada asfaltata che porta all’abitato di Piateda. Nel mio caso ho invece optato per una terza possibilità: dopo una breve sosta sono risalito in sella ho puntato la bicicletta verso il piccolo borgo di Ambria, circa 400 metri più in alto. Per raggiungere il paesello, da tempo abitato solo nei mesi estivi, si sale lungo una stradina che dopo poche centinaia di metri diventa sterrata. L’addizionale fatica viene generosamente ripagata dalla vista di Ambria. La bicicletta ci permette di esplorare il paesino entrando nelle stradine del paese e di soffermarci sul praticello antistante l’antica chiesetta.

Per questo percorso non ho usata la mia vecchia MTB rigida, ma sono ricorso alla bicicletta di Marco, un mio amico, una Felt XQ 6.0 con forcella ammortizzata anteriore, che ammetto di aver molto apprezzato in particolar modo nella discesa su sterrato.

Nonostante i miei sforzi non sono riuscito a ridurre il numero di foto, erano tutte troppo interessanti per selezionarle ulteriormente. Eccole!

Vista della Valtellina (Boffetto) dalla strada che porta a Sazzo e Arigna
Vista della Valtellina (Boffetto) dalla strada che dal fondovalle sale verso Sazzo e Arigna
Vista di Chiuro e Ponte dalla strada che porta ad Arigna
Vista di Chiuro e Ponte dalla strada che porta ad Arigna
Vista della Valtellina dalla strada che porta ad Arigna
Vista della Valtellina sempre dalla strada che porta ad Arigna dove ha inizio la dacuville.
Piccola cascata lungo lastrada in corrispondenza della strada di accesso alla contrada Tripolo
Piccola cascata lungo lastrada in corrispondenza della strada di accesso alla contrada Tripolo
La contrada Tripolo
La contrada Tripolo
La famosa Locanda belvedere, nota perché qui si cucina una favolosa polenta crupa, specialità locale.
La famosa Locanda belvedere, nota perché qui si cucina una favolosa polenta crupa (o cropa), gustosissima specialità locale.
L'inizio della decauville in località Dosso del Grillo.
L’inizio della decauville in località Dosso del Grillo.
La decauville attraversa splendidi boschi e scavalca piccoli torrentelli con vecchi ponti in metallo.
La decauville attraversa splendidi boschi e scavalca piccoli torrentelli con vecchi ponti in metallo.
Per lunghi tratti i boschi di conifere costeggiano la decauville creando un ambiente quasi magico.
Per lunghi tratti i boschi di conifere costeggiano la decauville creando un’atmosfera quasi magica.
Un'altro dei tanti ponticelli in metallo che scavalcano i torrentelli che scendono sul fianco della montagna.
Un’altro dei tanti ponticelli in metallo che scavalcano i torrenti che scendono sul fianco della montagna.
Un passaggio suggestivo della decauville sotto un grosso macigno.
Un passaggio suggestivo della decauville sotto un enorme macigno.
Il primo tratto della decauville termina in località il Gaggio. Qui si trova un bacino di raccolta delle acque e da qui partono le condotte forzate che alimentano la centrale idroelettrica sul fondovalle.
Il primo tratto della decauville termina in località il Gaggio. Qui si trova un piccolo bacino di raccolta delle acque e da qui partono le condotte forzate che alimentano la centrale idroelettrica sul fondovalle.
L'ingresso di una delle tante gallerie che si incontrano nel tratto della decauville tra il Gaggio e Vedello.
L’ingresso di una delle tante gallerie che si incontrano nel tratto della decauville tra il Gaggio e Vedello.
La decauville tra il Gaggio e Vedello venne protetta da frane e smottamenti con la costruzione di gallerie e di passaggi protetti.
La decauville tra il Gaggio e Vedello venne protetta da frane e smottamenti con la costruzione di gallerie e di passaggi protetti.
Come lascia intuire il manto di foglie secche, la decauville tra il Gaggio e Vedello è poco frequentata, in particolare nel periodo autunnale.
Come lascia intuire il manto di foglie secche, la decauville tra il Gaggio e Vedello è poco frequentata, in particolare nel periodo autunnale.
In alcuni tratti della decauville sono ancora presenti i binari a scartamento ridotto che consentivano una veloce connessione tra i vari punti dell'impianto idroelettrico e della raccolta delle acque.
In alcuni tratti della decauville sono ancora presenti i binari a scartamento ridotto che consentivano una veloce connessione tra i vari punti dell’impianto idroelettrico e della raccolta delle acque.
Altro tratto selvaggio e pittoresco della decauville.
Altro tratto selvaggio e pittoresco della decauville.
Avvicinandosi alla località Vedello le gallerie terminano e il percorso attraversa pianori e zone meno selvagge.
Avvicinandosi alla località Vedello le gallerie terminano e il percorso attraversa pianori e zone meno selvagge.
L'antico abitato di Vedello, posto sul fianco della montagna a fianco della centrale idroelettrica.
L’antico abitato di Vedello, posto sul fianco della montagna a fianco della centrale idroelettrica.
La località Vedello, poco sopra la centrale idroelettrica riprende il carattere selvaggio tipico di queste valli.
La località Vedello, poco sopra la centrale idroelettrica riprende il carattere selvaggio tipico di queste valli.
La stradina che rapidamente sale da Vedello verso l'abitato di Ambria in questo tratto passa sotto le condotte forzate che scendono dalla valle e lago di Zappello.
La stradina che rapidamente sale da Vedello verso l’abitato di Ambria in questo tratto passa sotto le condotte forzate che scendono dalla valle e lago di Zappello.
La stradina che rapidamente sale da Vedello verso l'abitato di Ambria in questo tratto passa sotto le condotte forzate che scendono dalla valle e lago di Zappello.
L’antico borgo di Ambria un tempo era abitato tutto l’anno.
L'antica chiesetta di Ambria dedicata a San Gregorio ed eretta nel 1615.
L’antica chiesetta di Ambria dedicata a San Gregorio ed eretta nel 1615.
Nell'abitato di Ambria si può osservare questo particolare arco in sasso costruito con due monoliti.
Nell’abitato di Ambria si può osservare questo particolare arco in sasso costruito con due monoliti.
L'abitato di Ambria visto dal ponticello sul torrente Zappello.
L’abitato di Ambria visto dal ponticello sul torrente Zappello.
Le condotte forzate che portano a valle le acque raccolte dal canale di gronda che corre a fianco alla decauville e concentrate nell'invaso del Gaggio.
Le condotte forzate che portano a valle le acque raccolte dal canale di gronda che corre a fianco alla decauville e concentrate nell’invaso del Gaggio.
Ho reso pubblico anche il percorso con i miei tempi di percorrenza registrato con Strava.
Distanza percorsa: 41.9 km.
Dislivello: 1’107 m.

Ho pedalato lungo questo percorso con una MTB con sospensioni anteriori modello Felt XQ 6.0.

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