Lamia bicicletta sullo sfondo di una ricca tavolozza di colori autunnali

Pedalare in Valfontana (Valtellina) in ottobre

Nel tratto di Valtellina tra Sondrio e Teglio una piccola valletta laterale si affaccia sulla valle principale dal versante Nord. Le montagne strette e verticali che ne delimitano l’imbocco non lasciano intuire la bellezza di questa piccola valle. Basta infilarsi nella valletta percorrendo la stradina che sale dal fondovalle valtellinese per scoprire aprirsi dopo pochi chilometri splendide conche e ampi alpeggi. La valle di cui parliamo è la Valfontana, una valle che dall’abitato di Chiuro punta verso Nord inoltrandosi nelle Alpi Retiche fino a raggiungere il confine con la vicina Svizzera. Dopo aver costeggiato il confine con la Confederazione Elvetica la valle svolta decisamente a Ovest per culminare con la cima del Pizzo Scalino, condivisa con la Valmalenco, a 3323 metri sul livello del mare.

La Valfontana offre innumerevoli opportunità per hiking di varia difficoltà e per interessanti esplorazioni con mountain-bike. Essendo cresciuto a pochissima distanza da qui, conosco piuttosto bene questa valle. Negli anni ne ho esplorato tutti gli angoli e percorso tutti i sentieri. Un’esperienza che ancora mi mancava, è quella di percorrere in bicicletta la strada che correndo lungo il fondovalle raggiunge l’estremità nord della valle dove il percorso percorribile in auto termina in corrispondenza dell’Alpe Campiascio. Partendo da Chiuro sono circa 15 chilometri di cui i primi 10 asfaltati e gli ultimi 5 sterrati.

Per mia fortuna, la data scelta per la pedalata ha coinciso con una splendida giornata autunnale con temperature tiepide, quasi calde. Non essendo più abituato a questo genere di percorsi montani ho scelto di affrontare le salite senza fretta, prendendomi il tempo necessario per fermarmi di tanto in tanto a scattare delle foto e ad apprezzare lo splendido paesaggio alpino.
Sono partito da Chiuro (quota 370 metri) con l’obiettivo di raggiungere nel punto più alto del percorso i 1680 metri di altitudine. Il primo tratto di percorso si arrampica sul fianco della montagna sopra Chiuro e Ponte in Valtellina fino a raggiungere la chiesetta di San Rocco (XV secolo) a quota 770 metri. Da quel punto la strada entra nella valle tenendosi sul versante orografico destro. Raggiunto il ponte di Premelé, la strada si sposta sul lato sinistro della valle e sale gradualmente con alcuni tornanti tra baite e prati, fino a raggiungere la località Campello, a quota 1400 metri. Da qui la strada diventa sterrata e non sempre facile da percorrere in bicicletta, in particolare per chi ha una vecchia mountain-bike rigida come la mia. Dopo pochi chilometri di pedalate impegnative, finalmente la strada entra nell’ampia conca pianeggiante del Piano dei Cavalli. Da qui si gode di una vista incantevole della valle con i boschi che incoronano i pascoli e il torrente che lentamente scorre in mezzo. Complice la stagione autunnale, i colori erano particolarmente spettacolari: i verdi degli abeti, i gialli dei larici e l’incantevole blu del cielo. Attraversata la piana, la strada riprende lentamente a risalire per portarsi a quota 1680 metri e terminare in corrispondenza dell’Alpe Campiascio. Per chi volesse proseguire a piedi, da qui parte il sentiero che porta alla Capanna Cederna-Maffina a quota 2582 metri.

Non voglio dilungarmi oltre nel descrivere lo spettacolo autunnale della Valfontana. Preferisco lasciare che a parlare siano le foto scattate in questa escursione ciclistica.

Da Ponte Valtellina la strada portandosi in quota sale tra i meleti
Dal fondovalle, passando per Ponte in Valtellina, la strada sale gradualmente di quota tra i meleti e le vigne.
Da Ponte in Valtellina salendo sul fianco della montagna si incontrano numerosi frutteti dove un tempo vi erano antichi vigneti. Si possono ancora vedere gli antichi terrazzamenti.
Salendo sul fianco della montagna si incontrano numerosi frutteti che hanno preso il posto di antichi vigneti. Si possono ancora vedere gli antichi terrazzamenti.
Salendo sul fianco della montagna si possono godere splendide viste sulla Valtellina e sui monti che la delimitano.
La strade che sale sul fianco della montagna offre splendide viste sulla Valtellina e sui monti che la delimitano.
Tra i rami si puo' intravedere l'ingresso della Valfontana che in questo punto si affaccia sulla Valtellina
Siam finalmente giunti alla prima tappa: la chiesetta di San Rocco. Qui, tra i rami si può intravedere l’ingresso della Valfontana che proprio in questo punto si affaccia sulla Valtellina.
Il portone d'ingresso della chiesetta di San Rocco, all'ingresso della Valfontana
Il portone d’ingresso dell’antica chiesetta di San Rocco che risale al XV secolo.
Il retro della chiesetta di San Rocco, all'ingresso della Valfontana
Il retro della chiesetta di San Rocco, con gli spettacolari colori autunnali.
Il primo tratto della strada che entra nella Valfontana
Il primo tratto della strada che entra nella Valfontana attraversa boschi di castagni. Si tratta di boschi molto belli ma quasi verticali che non si prestano molto a passeggiate.
Il Ponte di Premelé sopra il torrente Valfontana segna l'inizio del paesaggio alpini. Da questo punto scompaiono i castagni ed iniziano invece larici e abeti.
Il ponte in legno detto di Premelé attraversa il torrente Valfontana e segna l’inizio del paesaggio alpino. Da questo punto i boschi di castagni lasciano il posto a larici e abeti.
E' frequente incontrare vacche e capre al pascolo lungo la strada se non sulla strada stessa
Lungo la strada non è infrequente imbattersi in vacche e capre al pascolo. Non è questo un buon momento per farsi prendere dalla fretta.
percorrendo la vallesi incontrano tante casette che sono state ricavate da antichi fienili e case dei pastori
Percorrendo la valle si incontrano in continuazione casette utilizzate come case di vacanza e che sono state ricavate da antichi fienili e case dei pastori.
La chiesetta di Sant'Antonio, a circa 1200 metri di altitudine
La chiesetta di Sant’Antonio, a circa 1200 metri di altitudine è un ottimo pretesto per una breve sosta e una foto ricordo.
i colori del paesaggio sono sgtraordinari, il verde degli abeti, il giallo dei larici e l'azzurro del cielo si combinano offrendo uno spettacolo meraviglioso.
In autunno i colori del paesaggio sono straordinari, il verde degli abeti, il giallo dei larici e l’azzurro del cielo si combinano offrendo uno spettacolo meraviglioso.
La mia bicicletta ferma per un breve sosta sul ponticello all'altezza della ex caserma della Guardia di Finanza
La mia bicicletta ferma per un breve sosta sul ponticello all’altezza della località campello. Come si puo’ ben vedere, la mia vecchia mountain-bike è veramente basica mancando sia di sospensioni anteriori che di ammortizzatori posteriori.
Luci ed ombre si alternano continuamente
Uno degli innumerevoli scorci dove luci ed ombre si alternano magicamente.
Un ponticello sul torrente Valfontana
Il ponticello in sasso sul torrente Valfontana in corrispondenza della confluenza con le acque che scendono dalla valle Vicima.
Il torrente valfontana è ricco di acque
Il torrente Valfontana è ricco di acque.
La strada, percorrendo il fondovalle, corre sempre non lontana dal torrente Valfontana
La strada, percorrendo il fondovalle, corre sempre non lontana dal torrente Valfontana.Qui siamo in corrispondenza delle ultime salite prima di raggiungere l’alpe del Piano dei Cavalli.
La strada , benche' ripida e sconnessa, offre continuamente imperdibili scorci
La strada , in questo ultimo tratto diventa ripida e sconnessa. Con pazienza e determinazioni si riesce comunque a percorrere senza troppe difficoltà. 
Dopo la lunga salita finalmente si sbocca sul tratto pianeggiante che attraversa il Piano dei Cavalli
Dopo la lunga salita, finalmente si raggiunge la conca del Piano dei Cavalli. Qui finalmente la strada diventa pianeggiante dandoci l’opportunita’ di riprendere un po’ di energia.
Ponticello sul torrente che scende dalla Valle dei Laghi
La strada riprende a salire, anche se gradualmente. Questo è il ponticello che attraversa il torrentello che scende dalla Valle dei Laghi.
Alpe Campiascio
E finalmente eccoci arrivati alla meta. Qui siamo all’Alpe Campiascio,  a 1680 metri di altitudine.
I pascoli tra l'Alpe Campiascio e il Piano dei cavalli
Il ritorno lungo queste strade sterrate mette alla dura prova polsi e schiena. Queste sono le occasioni in cui la differenza tra una mountain-bike rigida ed una ammortizzata sono più evidenti.
Alla fine della discesa si rientra a Ponte in Valtellina godendo di una splendida vista sulla Valtellina
Alla fine della discesa si raggiunge nuovamente l’abitato di Ponte in Valtellina. Anche in discesa offre un continuo susseguirsi di splendide viste sulla Valtellina.
Ho reso pubblico anche il percorso con i miei tempi di percorrenza registrato con Strava.
Distanza percorsa: 35 km.
Dislivello: 1’316m.

Ho pedalato lungo questo percorso con la mia vecchia MTB non ammortizzata, una Lee Cougan Duel Cybertech che credo risalga al 1996.

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