captcha-definition
Best of facebook

Capthcha e accesso ai Social Media

Quello nell’immagine qui sotto è un esempio di captcha. Come tutti sanno si tratta di un sistema per assicurarsi che chi sta accedendo a un sito o una qualunque risorsa online sia un umano e non un bot. Un captcha pone una o più semplici domande, solitamente basate su immagini, assumendo che solo un umano sappia fornire la risposta corretta (nell’ambito e nei tempi ammessi dal captcha stesso). Spesso si tratta di leggere una parola semi-cancellate o semi-nascoste (come nell’esempio) o di contare il numero di elementi x in una serie di immagini.

Captcha esempio

Captcha esempio

Recentemente ho avuto il piacere di leggere un ottimo saggio italiano sul tema dei social media e di come informazioni false o scorrette si propagano attraverso questi canali. Il volume, edito dalla Franco Angeli, è stato scritto da Walter Quattrociocchi e Antonella Vicini e ha come titolo “Misinformation: Guida alla società dell’informazione e della credulità“. Quattrociocchi e Vicini fanno un ottimo lavoro di analisi dei meccanismi di propagazione virale delle informazioni false. Per chi frequenta i social media con un minimo di attenzione è facile riconoscere i meccanismi individuati dagli autori. Purtroppo il volume non offre una soluzione al problema limitandosi ad auspicare un accesso più attento e conscio a quanto la rete ci propone quotidianamente. Personalmente non credo sia compito degli studiosi di questi fenomeni proporre delle soluzioni, ammesso che esistano semplici soluzioni. Da questa lettura seria è maturata un’idea semi-seria che ora provo ad esporre.

Proposta Semiseria

Quattrociocchi e Vicini: Misinformation

Walter Quattrociocchi e Antonella Vicini: Misinformation

Dopo l’ennesima bufala che ho visto circolare oggi su Facebook, ho deciso di proporre ufficialmente di estendere il medesimo approccio dei captcha per verificare l’accesso a tutti i Social Media, inclusi Facebook e Twitter. Chi mi segue sa che la mia attitudine verso le bufale è quella che Quattrociocchi definirebbe di debunker, cioè di una persona che investe del tempo per dimostrare, dati alla mano, ai creduloni che condividono le bufale che per l’appunto si tratta solamente di una bufale. Qui trovate un mio esempio di debunking.
Se la mia proposta venisse accettata, per accedere ai Social Media non basterà dimostrare di essere umani, bisognerà dimostrare di possedere un cervello e saperlo usare. Dunque le domande a cui rispondere potrebbe essere marginalmente più complesse di quelle dei soliti captcha cui siamo abituati.
Per chiarezza ecco alcune delle domande a cui sto pensando:

  • Risolvere una semplice equazione differenziale
  • Citare correttamente un articolo della costituzione italiana con un esempio pratico di applicazione
  • Elencare i presidenti del consiglio italiano eletti dai cittadini con libere elezioni
  • Citare il numero di parlamentari e senatori della repubblica
  • Individuare un semplice elemento chimico sulla base della sua formula chimica (esempio: H2O)
  • Citare correttamente l’anno di inizio della prima e seconda guerra mondiale e individuare chi furono i vincitori
  • Calcolare una semplice percentuale (esempio: che percentuale del debito pubblico corrisponde al reddito di un senatore)
  • Indicare quanti milligrammi di principio attivo sono diluiti in un ettolitro d’acqua di un medicinale omeopatico
  • Elencare almeno 3 politici intelligenti e onesti (e che siano ancora vivi!)
  • Citare il tasso di mortalità infantile prima e dopo l’invenzione dei vaccini e individuare tra i due valori quello più desiderabile o auspicabile.
Definizione di Bot

Definizione di Bot

Qualora la risposta fosse sbagliata l’accesso ai Social Media verrebbe negato per almeno 24 ore dando tempo all’utente di documentarsi e prepararsi per il test del giorno successivo.
Queste sono solo alcune domande d’esempio, le prime a cui ho pensato. Invito tutti a suggerire ulteriori domande così da costruire assieme un filtro il più robusto possibile che blocchi preventivamente l’accesso ai Social media per capre e caproni.

Standard
La vespa del boscaiolo
Fotografia, Motociclismo

Esplorare la California con una Vespa GTV 300 IE

Lo giuro, non avevo nessun programma di diventare un vespista. Per ben 15 anni ho vissuto in California, per alcuni anni senza auto poi con varie automobili in leasing, ed ero  sereno. Nessun desiderio di Vespa turbava i miei sogni. Infatti, non avevo neppure la patente californiana per la  moto.
Un giorno, per  un caso fortuito, un mio amico mi disse che vendeva la sua Vespa per tornare in Italia. Nel giro di pochi giorni mi sono ritrovato  proprietario di una Vespa. Mi sono quindi dovuto procurare il libretto per la patente motociclistica della motorizzazione Californiana (DMV) e ho cominciato a prepararmi per l’esame. Anche avendo già la patente per l’auto è comunque necessario ri-sostenere l’esame di teoria. Superato quello, bisogna sostenere un esame di teoria specifico per la guida della moto e quindi l’esame pratico di guida. In un paese costruito sul mito dell’automobile, anche una patente la moto non si nega a nessuno e anche io ho avuto la mia bella nuova patente californiana.

A quel punto, eravamo nel bel mezzo dell’estate californiana e non potevo certo rimanermene a casa con una Vespa sotto casa che ogni giorno mi guardava implorandomi di portarla a fare un giro.

La Vespa nel selvaggio Far-West

La Vespa ti può portare nel selvaggio Far-West

La Vespa ha ammiratori e ammiratrici ovunque

La Vespa ha ammiratori e ammiratrici ovunque

La Vespa si affaccia sulla baia di San Francisco

La Vespa si affaccia sulla baia di San Francisco

La Vespa come un boy scout ama i boschi, in particolare i redwoods

La Vespa come un boy scout ama i boschi, in particolare i redwoods

A volte anche la Vespa si perde nelle nebbie

A volte anche la Vespa si perde nelle nebbie

La Vespa ama salire sulle montagne californiane

La Vespa ama salire sulle montagne californiane

La Vespa adora visitare i parchi naturali

La Vespa adora visitare i parchi naturali

La Vespa non riesce a trattenersi quando vede un ponticello in legno

La Vespa non riesce a trattenersi quando vede un ponticello in legno

La Vespa è sempre a suo agio nel traffico

La Vespa  e’ sempre a suo agio nel traffico

La Vespa esplora i vigneti di Napa e Sonoma

La Vespa esplora i vigneti di Napa e Sonoma

Vespa in un mandorleto californiano

Vespa si riposa all’ombra di un mandorleto californiano

La Vespa nella Central Valley della California

La Vespa osserva le coltivazioni di pomodori nella Central Valley della California

La Vespa va a far spese nella bottega del (piccolo) paese

La Vespa va a far spese nella bottega del (piccolo) paese

La Vespa incontra una famosa icona locale: Mickey Mouse

La Vespa incontra una famosa icona locale: Mickey Mouse

La Vespa contadina

La Vespa contadina

La Vespa accetta tutte le sfide!

La Vespa accetta tutte le sfide!

La Vespa e' multietnica e ama i murali latini

La Vespa è multietnica e ama i murali latini

P.S. La faccenda non è finita qui. Alla Vespa ho ora affiancato una altrettanto bella Kawasaki Versys 1000 LT.

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Kawasaki Versys 1000 LT, bridge over Cache Creek in Rumsey
Fotografia, Motociclismo

Esplorare la California con una Kawasaki Versys 1000

L’Immunità è durata solo una quindicina d’anni (sono stato un felice possessore di una Aprilia Pegaso 650) poi il virus è ricomparso improvvisamente. Tutto è iniziato in modo del tutto fortuito. Un mio amico rientrava in Italia e doveva liberarsi di un vespone che aveva acquistato per muoversi in San Francisco. Per farla breve, dopo poche settimane mi sono ritrovato con una bellissima Vespa GTV 300 parcheggiata sotto casa e una patente per moto californiana nuova fiammante in tasca. Nel frattempo il leasing della mia auto era scaduto e avevo deciso di non rinnovarlo ritrovandomi completamente senza auto. Dunque, che si fa la domenica mattina, d’estate, con una Vespa sotto casa e il sole californiano che illumina il cielo? Si parte per una escursione domenicale in Vespa! Settimana dopo settimana le mie escursioni hanno cominciato ad allungarsi arrivando a raggiungere percorrenze intorno ai 300 km. A quel punto la mia voglia di esplorare la California aveva chiaramente oltrepassato le capacità meccaniche del Vespone. Il virus del motociclista era finalmente riuscito a sconfiggere il mio sistema immunitario e la voglia di guidare una moto vera stava diventando incontrollabile. Da qui la decisione, relativamente facile, di comprarmi una moto e l’inizio di un processo lungo ed estenuante per scegliere la moto più adatta alle mie esigenze e al mio budget. Fast-forward di alcuni mesi ed eccomi pronto ad entrare nel periodo autunnale in sella ad una bellissima Kawasaki Versys 1000 LT, modello 2016.

Kawasaki Versys 1000 LT: 101 + 1 horses in Capay Valley

Kawasaki Versys 1000 LT: 101 + 1 horses in Capay Valley

Kawasaki Versys 1000 LT, country road near Brooks

Kawasaki Versys 1000 LT: country road near Brooks

Kawasaki Versys 1000 LT: the hills South of the Morgan Territory

Kawasaki Versys 1000 LT: the hills South of the Morgan Territory

Kawasaki Versys 1000 LT: Morgan Territory Regional Preserve

Kawasaki Versys 1000 LT: Morgan Territory Regional Preserve

Kawasaki Versys 1000 LT: popular Cafe in Byron

Kawasaki Versys 1000 LT: popular Cafe in Byron

Kawasaki Versys 1000 LT: woods in the Morgan Territory

Kawasaki Versys 1000 LT: woods in the Morgan Territory

Kawasaki Versys 1000 LT: Californian wind farm

Kawasaki Versys 1000 LT: Californian wind farm

Kawasaki Versys 1000 LT: sunset in Lafayette

Kawasaki Versys 1000 LT: sunset in Lafayette

Kawasaki Versys 1000 LT: under the oaks shades on the Mines Road

Kawasaki Versys 1000 LT: under the oaks shades on the Mines Road

Kawasaki Versys 1000 LT: Moraga

Kawasaki Versys 1000 LT: Moraga

Kawasaki Versys 1000 LT: over the San Francisco bay

Kawasaki Versys 1000 LT: over the San Francisco bay

Kawasaki Versys 1000 LT: Purisma State Park

Kawasaki Versys 1000 LT: Purisma State Park

Kawasaki Versys 1000 LT: Bear Valley

Kawasaki Versys 1000 LT: Bear Valley

Kawasaki Versys 1000 LT: riding to Wilbur

Kawasaki Versys 1000 LT: riding to Wilbur

Kawasaki Versys 1000 LT: stopping at the village store

Kawasaki Versys 1000 LT: stopping at the village store

Kawasaki Versys 1000 LT: in the Redwoods

Kawasaki Versys 1000 LT: in the Redwoods

Kawasaki Versys 1000 LT: Delta of the Sacramento river

Kawasaki Versys 1000 LT: Delta of the Sacramento river

Standard
Google Maps Local Guides Level 5
Business

“Facciamoci-Trovare”: un progetto di promozione turistica online per piccole-medie località italiane

Da poche settimane sono diventato un Google Local Guide, cioè un volontario che dona gratuitamente un po’ del proprio tempo per arricchire e correggere le informazioni di Google Maps.
Ad oggi le foto che ho caricato su Google Maps sono state visualizzate oltre un milione di volte, un risultato che va ben oltre le mie migliori aspettative.
In questo articolo viene presentato il progetto “Facciamoci Trovare” che ho ideato per migliorare la visibilità del patrimonio artistico e culturale delle piccole località italiane facendo leva esclusivamente su risorse disponibili online e coinvolgendo la comunità locale.

Come primo passo, dopo la stesura di questo primo documento, ho presentato il progetto al comune di Chiuro, la piccola località italiana in cui sono nato e cresciuto.
Il potenziale di questo progetto, a mio parere, va chiaramente ben oltre il piccolo centro valtellinese. Infatti, un aspetto importante di questa idea è l’intrinseca replicabilità in qualsiasi altro piccolo centro italiano.

Sommario
Ogni giorno milioni di persone in tutto il mondo pianificano vacanze, viaggi di lavoro, e semplici spostamenti utilizzando Google Maps. Le mappe rese disponibili gratuitamente da Google sono in genere accurate e sempre di facile utilizzo. Consentono a chiunque di fare stime precise sui tempi di percorrenza, controllare le condizioni del traffico, e verificare visualmente prima o durante il viaggio località, strade, edifici e monumenti. Come tutti sappiamo, l’accesso alle mappe avviene utilizzando un semplice personal computer da casa o dall’ufficio, o un tablet, o un cellulare (smartphone). Molti viaggiatori e turisti amano combinare le informazioni geografiche fornite dalle mappe di Google con le descrizioni testuali che trovano su vari siti Internet. Tra i siti più utilizzati a questo scopo, sia per chiarezza che per qualità del contenuto, c’è Wikipedia. Frequentemente le due informazioni complementari (geografia e descrizione) sono collegate. Infatti, visitando ad esempio la pagina di Google Maps dedicata al Duomo di Milano troviamo, oltre ad una interessante collezione di immagini, il link alla corrispondente pagina Wikipedia nella quale sono disponibili numerose informazioni sulla storia e le caratteristiche artistiche e architettoniche di questo splendido monumento.
Combinandosi, Google Maps e Wikipedia rendono accessibili a tutti geografia e descrizione di località e monumenti. Queste informazioni sono liberamente e gratuitamente disponibili a chi viaggia o semplicemente sceglie di esplorare il mondo dal comfort di casa propria. Per molti monumenti minori e meno noti al grande pubblico, poco o non documentati dalle guide turistiche tradizionali, la presenza sulle mappe di Google e su Wikipedia è fondamentale per acquisire visibilità e dunque attrarre visitatori. L’assenza di un monumento o una località su questi portali di accesso, inevitabilmente relega il punto di interesse ad uno stato di invisibilità che prescinde dal valore storico, artistico o culturale del monumento stesso.

Google Maps: Torre di Castionetto

Schermata di Google Maps: Torre di Castionetto

Obiettivo
Obiettivo di questo progetto è di dare visibilità e documentare per il grande pubblico di Internet, viaggiatori e turisti reali o virtuali, le principali risorse artistiche, storiche e culturali di una specifica località, in questo primo progetto pilota Chiuro, facendo leva su Google Maps e Wikipedia.  Il goal finale è meglio descritto proponendo un paio di scenari che al momento potrebbero apparire un po’ futuristici ma la cui fattibilità verrà spiegata nella prossima sezione di questo documento.

Scenario 1: esplorare il territorio come turisti occasionali
Siamo a metà mattinata di un giorno feriale. Giuseppe Rossi sta viaggiando con la moglie Rosanna e il figlioletto lungo la statale 38 che attraversa la Valtellina in direzione Alta Valle. Hanno da tempo prenotato una stanza in albergo a Bormio per il resto della settimana per cui non hanno particolare fretta di raggiungere Bormio. Passando lungo il fondovalle intravedono dei borghi da cui si innalzano campanili e alcune torri, ma non riconoscono nessuno dei nomi che leggono sui cartelli stradali, ne questi nomi risvegliano alcuna memoria scolastica. Nonostante ciò, la bella giornata di sole e il paesaggio li invogliano a indugiare un po’ in questa parte centrale della Valtellina. Rosanna prende il cellulare e apre la app “Google Maps”. Immediatamente vede che stanno affiancando il paese di Chiuro. Zoomando sulla mappa, Rosanna vede comparire una serie di markers (marcatori grafici) che indicano la presenza di monumenti storici e artistici. Dopo aver dato un’occhiata alle foto che corredano la descrizione dei monumenti, la famigliola è incuriosita dalle immagini di alcuni affreschi con figure incappucciate, la Cappella dei Disciplini affrescata nel 1563 (vedi figura), e decide di svoltare verso il paese. Raggiungono la piazza del paese, e parcheggiano. Usando le funzionalità di navigazione di Google Maps si dirigono verso il piazzale della chiesa. La loro curiosità viene finalmente soddisfatta quando giungono all’ingresso della casa parrocchiale dove possono ammirare gli interessanti affreschi. Un click sulla mappa di Google identifica immediatamente il monumento fornendo data e autore degli affreschi, e un altro click li porta ad una pagina di Wikipedia che ne spiega in dettaglio la storia e la funzione.

Afffresco del 1562, Cappella dei Disciplini, Chiuro

Affresco del 1562, Cappella dei Disciplini, Chiuro

Scenario 2: pianificare un viaggio turistico 
E’ una domenica pomeriggio piovosa. Marco Bianchi ne sta approfittandone per pianificare al computer le sue ferie estive in montagna. Vorrebbe trascorrere le sue vacanze percorrendo alcune vallate alpine e soffermandosi qua e là per visitare torri e castelli del periodo medioevale di cui è appassionato. Marco sta considerando di includere la Valtellina in questo suo viaggio, ma vuole assicurarsi che vi siano sufficienti punti di interesse. Zoomando sulla zona centrale della valle vede un marker che segnala la presenza di una torre medioevale a pochi km dalla statale che corre sul fondovalle. Si tratta della torre medioevale di Castionetto. Clicca sul marker e scorre velocemente le foto che Google Maps gli propone. Poi trova un link alla pagina di Wikipedia che narra le origini e la storia della torre. Lo intriga l’idea di raggiungere quella sconosciuta torre medievale salendo in moto lungo i tornanti che si arrampicano tra i vigneti. Per completare il programma della giornata ora deve solo trovare un ristorante in zona che cucini le prelibate specialità valtellinesi e anche un albergo o un agriturismo in cui fermarsi per la notte. Anche in questo caso Google Maps saprà aiutarlo.

Torre di Castionetto, Valtellina

La torre medioevale di Castionetto in Valtellina

Proposta
Perché scenari simili a quelli descritti possano realizzarsi con ovvi benefici per l’economia e l’offerta turistica locale locale è necessario che Google Maps contenga un marker (marcatore grafico) per i monumenti locali di interesse artistico, architettonico o culturale. Oltre al marker che specifica la posizione sulla mappa di ciascun monumento, Google Maps associa al monumento una serie di immagini illustrative, usualmente donate dagli utenti stessi. Perché le opportunità turistiche  presentate dalle mappe sia efficaci nel promuovere la località, è altrettanto importante che Wikipedia offra una corrispondente pagina dedicata al monumento o punto di interesse dando la possibilità di approfondirne la conoscenza a chi sta considerando di dedicare una visita al monumento.
Purtroppo oggi, le mappe delle piccole località italiane, e quella della zona di Chiuro in particolare, offrono ben poco di tutto questo. La gran parte dei monumenti e punti di interesse non sono segnalati, e quando lo sono spesso presentano errori di posizionamento, sono corredati da poche immagini non sempre di buona qualità, e mancano di informazioni importanti come accessibilità e orari di apertura. In modo analogo Wikipedia si rivela spesso piuttosto sguarnita qualora si volesse approfondire la conoscenza dei monumenti di una qualunque piccola località.
Fortunatamente, per come Wikipedia e Google Maps sono organizzati, è possibile porre rimedio a questa situazione. Chiunque può collegarsi a Google Map e segnalare un monumento mancante (chiedendo che venga aggiunto un marker). Chiunque può aggiungere delle fotografie alla descrizione di un monumento, e può correggere eventuali informazioni inesatte e aggiungere quelle mancanti. Chiaramente tutte queste modifiche non sono recepite automaticamente ma devono superare il vaglio di un gruppo di esperti, pure loro volontari.
In modo simile, su Wikipedia chiunque può modificare o estendere la descrizione di un monumento come pure creare nuove pagine dedicate a monumenti non ancora trattati da questa enciclopedia online. Anche per Wikipedia vi sono dei supervisori, che non sono altro che utenti con una più lunga esperienza, che hanno il compito di verificare che ogni nuova pagina e contributo si attengano ai livelli di qualità e agli standard definiti da Wikipedia.

Organizzazione
Per raggiungere gli ambiziosi obiettivi di questo progetto è importante che lo sforzo sia coordinato, ben organizzato e che coinvolga sufficienti risorse. Questo progetto può essere realizzato ad un costo pressoché nullo solo se si riesce a coinvolgere l’intera comunità del paese. I volontari dovrebbero essere divisi in quattro gruppi principali, dove ciascun gruppo ha un compito ben preciso. Questi i gruppi con cui suddividere i volontari:

Fotografi
Questi volontari girano per il paese con il compito di fotografare i monumenti e i punti di interesse. Queste operazioni di documentazione fotografica devono essere coordinate da un fotografo professionista o comunque esperto che dia delle direttive e suggerimenti ai volontari e si assicuri che il materiale documentaristico generato sia di buona qualità. Le immagini su Google Maps sono l’equivalente di uno spot pubblicitario: migliore è la qualità più efficace è il messaggio e più visitatori si attraggono.
Enciclopedici
Questi volontari si occupano di preparare i testi e la documentazione visuale (fotografie, grafici, video, ecc.) per Wikipedia. Il loro compito è di preparare questo materiale sia per la pagina Wikipedia del paese che per i suoi principali punti di interesse. Anche in questo caso è importante che il lavoro venga coordinato da una persona con opportune competenze artistiche e storiche così che i contributi rispecchino gli standard di qualità richiesti e possano superare il vaglio dei supervisori di Wikipedia.
Topografi
Questo è il gruppo di volontari che si occupano di completare la mappa del paese, delle sue strade e dei suoi monumenti. Oggi (novembre 2016) la mappa di una località significativa come Chiuro manca di numerosi importanti dettagli. Alcune vie sono completamente assenti, altre non sono identificate in modo corretto, numerosi punti di interesse e attività commerciali sono posizionati incorrettamente. Il lavoro di “topografi” è importantissimo perché sul risultato del loro lavoro andrà agganciata tutta la parte di contenuto testuale e visuale prodotto dagli altri gruppi.
Editori
Questo gruppo di volontari ha la responsabilità di caricare su Google Maps e Wikipedia il materiale prodotto dai Fotografi e dagli Enciclopedici. E’ un lavoro certosino che richiede attenzione e pazienza. I contributi vengono valutati dai supervisori di questi siti sulla base del valore del contributo in combinazione con la reputazione del contribuente. Queste persone dovranno dunque sapersi costruire una reputazione positiva online così da facilitare l’approvazione dei contributi creati dalla comunità.
Google Local Guides

Uno dei primi messaggi inviati da Google Local Guides che annuncia il numero totale di viste per le mie foto.

Conclusione
Questo progetto ha l’obiettivo di ridare alla località, in questo caso Chiuro, un livello di visibilità adeguato rispetto alle numerose risorse artistiche, storiche e culturali che sono presenti sul territorio. Questo progetto ha anche il potenziale di compattare la comunità della località scelta attorno ad un progetto comune favorendo un interscambio tra le diverse generazioni, ciascuna nell’ambito delle proprie competenze e conoscenze.

Appendice
Come annunciato all’inizio, per verificare la validità delle proposte di questo progetto ho recentemente realizzato un piccolo esperimento. Ho caricato su Google Maps alcune foto dal mio archivio personale rendendole disponibili a tutti i visitatori. Dopo circa tre settimane, le foto da me caricate sono state viste per un totale di oltre 1 milione di volte. Cito questi numeri non per vantare meriti come fotografo, ma per sottolineare il vasto potenziale di questo progetto.
Ad esempio, una mia foto di Powell Street, la stazione degli storici Cable-Cars di San Francisco, ha totalizzato nel breve periodo oltre 50 mila viste. Chiaramente questi livelli di visibilità non sono replicabili su piccole località italiane come Chiuro.
Per testare il terreno locale ho esteso il mio esperimento ad alcuni punti di interesse in Valtellina. Ad esempio ho aggiunto la Torre medioevale di Castionetto, nel comune di Chiuro, alla mappe di Google, che infatti mancava. Ho anche caricato un paio di foto che avevo scattato tempo fa. Nel giro di due settimane le due foto hanno totalizzato oltre 200 viste, un numero piccolo ma comunque interessante. Infatti, proiettando questo livello di visibilità su un intero anno si ottiene un valore tra 5 e 6 mila viste. In altre parole, tra 5000 e 6000 persone, di cui purtroppo non sappiamo assolutamente nulla, ogni anno vedranno una foto della Torre di Castionetto propriamente collocata sulla mappa della Valtellina. Nessuna fiera del turismo o portale istituzionale o campagna pubblicitaria consentirebbe di raggiungere questo livello di visibilità con costi comparabili.

Standard
Vista della citta
Fotografia

Un fine settimana a Montreal, d’inverno

Ho avuto recentemente l’opportunità di un breve viaggio a Montreal, nel pieno dell’inverno canadese. Nonostante qualche difficoltà ad adattare le mie abitudini californiane al clima rigido di questi luoghi, ho trovato una città molto interessante. Il suono della lingua francese e la visibile influenza culturale dei nostri cugini d’oltralpe, uniti alla forte presenza studentesca fanno di questa una città molto affascinante.
Montreal è la più grande città della provincia francofona canadese del Quebec. Sorge sull’isola di Montreal formata dal fiume Saint Laurent che scorre verso nord per sfociare nella baia di Hudson. Secondo alcuni, il nome Montreal deriva dal toponimo Monte Reale assegnato al monte che sorge al centro dell’isola dal geografo veneziano Giovanni Battista Ramusio.

Bandiere Canadese e del Quebec

Via innevata

Una tipica strada di Montreal

Molti studenti utilizzano la bicicletta per spostarsi anche nel nevoso periodo invernale.

Vista della citta tra le piante del Mont-Royal

Strada innevata nella vecchia citta'

Pattinaggio su ghiaccio al Lago dei Castori

Prendere un caffe' downtown

Street Art

Camminando tra le vie di Montreal si possono osservare numerosi murali e graffiti. Alcuni di questi sono stati creati da artisti che qui convergono nel mese di giugno per il famoso Montreal Mural Festival.

Murale: Corvo

Murale: Barre'

Murale lungo Rue Saint Laurent

Negozio di vestiti usati in Rue Saint Laurent

La basilica di Notre Dame

Camminando per Montreal sono incappato in questa spettacolare basilica. Sono rimasto colpito non tanto dall’architettura esteriore, abbastanza convenzionale, ma dalle originali decorazioni interne che creano una speciale atmosfera, quasi magica.

La Basilica di Notre-Dame

Pulpito nella Basilica di Notre-Dame

Candele votive nella Basilica di Notre-Dame

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Vista di Sondrio
Fotografia

Sondrio, sconosciuta cittadina delle Alpi

Sondrio è una piccola cittadina valtellinese posta alla confluenza del torrente Mallero con il fiume Adda. Ad un viaggiatore distratto Sondrio può sembrare un aggregato di case non particolarmente interessante. Basta invece poco per accorgersi che questa cittadina alpina è tutt’altro che anonima.

Sondrio ha una lunga e fiera storia le cui tracce sono visibili un po’ ovunque. Questa cittadina offre un centro storico vivace, ricco di vita e generoso di stimoli per chi sa osservare. Essendo nato e cresciuto a pochi chilometri da Sondrio, sono stato a lungo ingannato dalla familiarità con questi luoghi considerato Sondrio a lungo come un luogo insignificante. È stato solo negli ultimi anni che visitando Sondrio non più come residente ma come turista ho cominciato ad appezzarne le bellezze, gli angoli nascosti, e le peculiarità. Non posso che invitare tutti a trascorrere alcuni giorni a Sondrio, gironzolare con sguardo attento e curioso per il centro storico e imparando un po’ della movimentata storia della città. Approfittate di questa occasione anche per godere degli splendidi scorci che la città offre sui vigneti del Sassella e del grumello e sull’intera dorsale delle prealpi Orobie.

Centro città e area pedonale a Sondrio

Contrada Scarpatetti, Sondrio

Centro storico, Sondrio

Parcheggio ottimizzato a Sondrio

Palazzo Bosatta-Carbonera: scala elicoidale

Antica corte in Contrada Scarpatetti a Sondrio

Vecchia corte in contrada Scarpatetti a Sondrio

Vecchia casa in contrada Scarpatetti, a Sondrio

Piazza Giuseppe Garibaldi a Sondrio

Osservazioni Naturalistiche Urbane

Chi segue questo blog sa che non poteva mancare una selezione delle mie osservazioni naturalistiche in ambiente urbano.

Prickly Pear (Opuntia humifusa)

Ivy-leaved Toadflax (Cymbalaria muralis)

Scarce Swallowtail (Iphiclides podalirius)

Per chi non si ricordasse dove si trova Sondrio ecco un aiuto gentilmente fornito da Google.

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cover
Business, Scritti per BAIA

BAIA Geeks Meetup: exploring new ways of networking

Articolo apparso nel gennaio 2016 sul blog di BAIA.

BAIA was started in 2006 by a very small group of Italians, my friends Michele Ursino, Matteo Daste and Giorgio Ghersi. I joined the association only a few weeks after it was founded. The founders’ long term goal was to build a business community of Italians in San Francisco and in the Silicon Valley who didn’t identify themselves with the historical group of Italian-Americans or with those well-established Italians who had immigrated to California in the 70s and 80s.

At the time, in the Bay Area, we were starting to see several professionally qualified Italians who moved here to take well paid jobs. I was one of them. The existing local Italian associations, despite being very active, were not targeting this new group of immigrants and their traditional cultural activities were not catching our attention.

BAIA Geeks Logo

BAIA Geeks Logo

Today the history repeats itself. The San Francisco Bay Area is becoming home of  hundreds of young Italian professionals, mostly taking jobs in the tech industry or starting their own companies. BAIA seems to have some difficulty to  stay relevant by capturing their attention and producing events able to attract young people.
To expand our presence and visibility among those young Italians, at the begin of 2015 the board of BAIA decided to run an experiment, and they put me and Michele Ursino in charge of it. We decided to start a series of monthly meetings targeting people with a strong technical background. We selected the meetup.com platform as a main platform for the experiment. Meetup.com is a popular website that provides full support for building and running meetings of groups of people who share common interests.
With Michele Ursino, we created a new Meetup group that we named BAIA Geeks, based on a set of basic rules, inspired by the the traditionally open approach of the BAIA Association and by other popular meetups:

  • The meetup is open and fully transparent in every aspect of the organization: money, events, selection of the speakers, membership, rules.
  • The initial goal is to gradually reach a point where the meetup functions as a full bottom-up system: the meetup finances itself, selects the speakers, and runs the meetings autonomously.
  • Differently from other BAIA events, our meetups are intended to be a congregation of peers coming together for a talk by a speaker that is just one of the peers. Therefore, the Q&A session following the talk is replaced by a discussion where the group, in a very friendly way, can exchange experiences and technical opinions about the topic of the event.

To date, we have already organized over 11 BAIA Geeks events, each one with a different speaker. The meetup group includes now about 300 members and is constantly growing. Bootstrapping the group required a lot of work from us, but the result are so rewarding that we want to continue and possibly keep expanding the group activities with more events, more speakers, and more members.

A few notes from our very positive experience with BAIA Geeks:

  • The Meetup.com platform provides a great support for the organizers making everything easy and fast. We really appreciate it.
  • After the first few initial events we started noticing a very interesting and unplanned side effect: many people were starting to come to the meetups not only for the speakers but also for the group. The BAIA Geeks meetup provides a great opportunity to meet a group of similarly minded people and the regular schedule of the monthly events allow, not only to network, but also to start building stronger and more personal relationships. At the meetings, it is not uncommon to hear people talking about building or starting something together. I don’t know if those talks are still at the stage of ideas or if they are already becoming something more substantial. From our point of view, as organizers, we consider this as the best reward for the time and energy we invested in BAIA Geeks.

If you are a geek and you live in the bay-area I have an important recommendation for you: join us!

2015 BAIA Geeks Meetups

  1. Michele Ursino: Relaxjs a node.js framework
  2. Roberto Pieraccini: Building Machines That Understand Speech
  3. Antonio Pellizzaro: Scala and the Typesafe stack: experience at Autodesk
  4. Luca Dellamore: Introduction to the Salesforce Platform
  5. Cosimo Spera: The evolution of recommendation systems
  6. Massimo Arrigoni: SCRUM: lessons learned… and learning
  7. Cristiano Ghersi: The age of reason in Software Programming
  8. Francesco Lacapra: A distributed file system built for scalability
  9. Leonardo Zizzamia: Benchpress – An easy way to benchmark your web app
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