Brent Plater, fondatore di WildEquity Institute

Brent Plater, ambientalista con una sensibilità per i temi sociali

Articolo apparso nel dicembre 2013 sul blog di Punto.Ponte

Temi ambientali e temi sociali spesso si intersecano, ma frequentemente le persone che se ne occupano vedono i due aspetti come indipendenti. Solo poche persone illuminate, come Brent Plater, grazie ad una visione ampia e olistica dei problemi riescono ad osservare il mondo cogliendo connessioni e legami che sfuggono ai più. Brent è un avvocato ambientalista e docente universitario di San Francisco.
Per promuovere questa nuova concezione dell’ambientalismo ha fondato il Wild Equity Institute, una struttura non-profit attiva nell’affollato panorama ambientalista californiano e che già si è distinta per alcuni importanti successi e per la capacità unica di unire problemi sociali e ambientali. È una struttura ancora piccola, ma conoscendo Brent, la sua determinazione, e le sue capacità sono certo che presto Wild Equity e il suo approccio si diffonderanno in ambito nazionale e internazionale. Per approfondire meglio le intuizioni di Wild Equity e condividerle con la comunità di Punto.Ponte ho posto a Brent alcune domande. Ecco l’intervista integrale, che ho tradotto dall’originale in inglese.

Franco: Brent, come ti è venuta l’idea di dare vita a Wild Equity?
Brent: Nel primo decennio della mia carriera mi sono occupato professionalmente di ambiente. In quel periodo ho vinto numerose cause legali e campagne politiche. Eppure nel corso di quegli anni numerosi parametri ambientali sono peggiorati: al termine di quel periodo c’era più carbonio nell’atmosfera, più specie erano sull’orlo dell’estinzione, e c’era più ingiustizia in tutte le nostre comunità locali. Ho capito che avrei dovuto provare qualche nuova teoria per vedere se fosse possibile ottenere risultati migliori, per cui abbiamo dato vita a Wild Equity con l’obiettivo di sperimentare alcune idee che pensiamo potrebbero modificare queste traiettorie.

California Alligator Lizard (Elgaria multicarinata ssp. multicarinata)
California Alligator Lizard (Elgaria multicarinata ssp. multicarinata), un incontro regolare per i visitatori delle dune di Antioch. 235878

Franco: Con tutte le associazioni e istituzioni che sono attive nel settore ambientaliste, perché ne hai creata un’altra?
Brent: Ci sono certamente troppi gruppi ambientalisti (in California), e non posso dire per certo che la mia decisione di crearne un’altro fosse giustificata. Ma noi sentivamo che era necessario farlo per testare la nostra teoria del cambiamento. Noi crediamo che la giustizia sociale, il conservazionismo grassroot e i movimenti di giustizia ambientale abbiano le stesse fondamenta etiche, cioè il perseguire l’equità e un mondo più giusto. Mentre questo è evidente per i movimenti sociali, noi crediamo sia anche il fondamento del conservazionismo: in essenza si tratta di un tentativo di distribuire in modo più giusto le risorse del pianeta tra noi umani e il resto della vita sulla terra. Se è vero che il conservazionismo condivide lo stesso fondamento etico con gli altri movimenti di giustizia sociale, allora dovrebbe essere possibile costruire coalizioni sufficientemente grandi per affrontare le minacce globali che ci troviamo davanti. Per quanto ne sapevo, nessun altro gruppo stava provando ad implementare questa teoria, e noi sentivamo di dover dar vita ad un nuovo gruppo per metterla alla prova.

California Red-legged Frog (Rana draytonii)
Una delle poche California Red-legged Frog (Rana draytonii) rimaste allo Sharp Park in Pacifica, CA. WildEquity sta combattendo una battaglia per trasformare il vecchio campo da golf in un parco naturale protetto e in questo modo salvaguardare e proteggere questo anfibio. 235877

Franco: Brent, puoi farci un esempio di un progetto a cui stai lavorando che esemplifichi l’intersezione tra temi ambientali e temi sociali?
Brent: Non lontano da dove abito vive una specie di farfalla chiamata Lange’s Metalmark Butterfly (Apodemia mormo langei). In questo momento è probabilmente la seconda farfalla più minacciata del Nord America: il conteggio annuale è di circa 50 esemplari. Questa specie si trova solamente nel Rifugio Naturale Nazionale delle Dune di Antioch ad Antioch, California, una comunità operaia principalmente costituita da minoranze etniche. Recentemente la Commissione Energia dello Stato della California ha approvato ben 5 nuove centrali termo-elettriche a combustibile fossile posizionate in prossimità delle dune. L’inquinamento generato dalle centrali elettriche così concentrate sul territorio genererà problematiche di giustizia ambientale nella comunità locale, e inoltre minaccerà la sopravvivenza delle farfalle. Infatti, l’azoto emesso dalle centrali elettriche agisce come fertilizzante modificando le condizioni del suolo del Rifugio Naturale prevenendo in questo modo la sopravvivenza delle piante ospiti della farfalla (ndr: le piante ospiti sono quelle su cui la farfalla deposita le uova e su cui si sviluppano le larve). La comunità locale e il Rifugio Naturale hanno combattuto le centrali elettriche a lungo, ma senza molto successo. Noi di Wild Equity abbiamo sviluppato una campagna unendo gruppi della comunità locale e ambientalisti sostenitori della farfalla per chiedere una distribuzione più equa dei costi ambientali. La nostra campagna ha già ottenuto la creazione di un fondo per la mitigazione dell’impatto ambientale di 2 milioni di dollari da una prima centrale elettrica tra quelle proposte.

Franco: Date le limitate risorse disponibili ad una associazione locale come Wild Equity, come riesci a riconciliare l’impatto del tuo lavoro con la dimensione globale dei problemi che affrontate?
Brent: La nostra speranza è che le single campagne, dimostrando che differenti movimenti possono unirsi e creare potere, alla fine daranno luogo a un movimento per il cambiamento ambientale più diversificato e resistente che sia abbastanza grande per poter affrontare queste sfide globali. A volte basta un’occasione iniziale di questo tipo perché i gruppi realizzino che hanno in comune più di quanto pensassero, e una una volta che questo succede le alleanze sono destinate a durare a lungo e a crescere. Inoltre può aiutare vincere una campagna, perché le persone quando vincono sono generalmente più felici e più disponibili a lavorare assieme!

Antioch Dunes Evening Primrose (Oenothera deltoides ssp. howellii)
Antioch Dunes Evening Primrose (Oenothera deltoides ssp. howellii), un altro endemismo di questo speciale ambiente naturale costituito da dune fluviali. 235877

Franco: Come decidere quando una soluzione ad un problema ambientale può essere considerata una soluzione soddisfacente?
Brent: Benché vago, credo che il test finale sia nel nostro nome: equità. La soluzione deve essere giusta ed equa per tutti. Si noti che equità non significa necessariamente uguaglianza. L’uguaglianza è solo un caso particolare di equità dove i nostri obblighi etici sono esattamente identici e reciproci. Ad esempio, dato che gli Stati Uniti hanno tagliato il 95% delle loro foreste primarie (old growth forest), non sarebbe equo dividere il rimanente 5% equamente tra conservazionisti e industria, semplicemente perché l’industria ne ha già abbattuto il 95%. Equità non significa necessariamente che tu ti ritroverai in una posizione migliore a quella precedente l’implementazione della soluzione, perché potrebbe darsi che la tua posizione corrente sia basata su qualcosa di iniquo. Inoltre, poiché a volte può essere difficile combattere le potenti forze che creano iniquità nella nostra società, si potrebbe essere tentati di sottrarre un pezzo della torta ad altre entità marginalizzate. Ad esempio, a volte è facile per i lavoratori accusare i sistemi e le regole di protezione dell’ambiente per la perdita di posti di lavoro invece che puntare il dito verso i profitti delle grandi aziende, come pure è facile per gli ambientalisti incolpare i poveri per il loro contributo al degrado ambientale. Queste sono quasi sempre soluzioni di comodo, non sono soluzioni eque: infatti falliscono nell’estrarre una soluzione giusta da una sorgente di ingiustizia.

Franco: Quanto è importante per Wild Equity educare le persone e renderle coscienti dei problemi ambientali e delle loro implicazioni?
Brent: L’educazione è certamente necessaria, ma non è sufficiente per realizzare un cambiamento ambientale positivo. Le persone non sono semplici esseri razionali, pertanto non possiamo aspettarci di realizzare il cambiamento che auspichiamo riempendo i loro cervelli di dati. Dobbiamo anche riempire i loro cuori con amore e compassione per le persone, le piante e gli animali lontani dalla loro vita quotidiana. Presumo che questa sia in qualche modo una forma di educazione, ma è certamente una forma diversa. Credo inoltre che sia un po’ arrogante da parte nostra pensare che l’educazione da sola possa cambiare il comportamento delle persone, perché questo presuppone che le persone che si comportano in modi che noi riteniamo problematici stiano ignorando alcuni fatti. Non è necessariamente così: a volte le persone sono perfettamente a conoscenza dei fatti ma hanno altre priorità o hanno credenze diverse che le rendono poco interessate ad agire sulla base di tali fatti.

Lange’s Metalmark Butterfly (Apodemia mormo langei)
La rarissima Lange’s Metalmark Butterfly (Apodemia mormo langei) che vive esclusivamente sulle dune di Antioch ed è severamente minacciata dall’inquinamento prodotto dalle nuove centrali elettriche. WildEquity sta lottando a fianco alla comunità di Antioch per limitare l’impatto dei nuovi impianti. (La foto è di dominio pubblico e proveniene da Wikimedia Commons).

Franco: Qual è la dimensione e l’efficacia di Wild Equity oggi e come vedi la tua organizzazione in 15-20 anni?
Brent: Wild Equity è una piccola organizzazione, ma in crescita. Al momento il nostro budget annuale si aggira intorno ai 150 mila dollari all’anno (circa 110 mila Euro). Direi che fatte le dovute proporzioni siamo efficaci come le altre organizzazioni in questo settore, ma abbiamo ancora molto lavoro da fare prima di poter affermare che il nostro movimento è stato un successo. Ad esempio, c’è più carbone nell’atmosfera ora che non quando abbiamo iniziato questa intervista. Fintanto che non avremo trovato il modo di invertire questa tendenza (e altre) non credo che nessun gruppo ambientalista possa dichiarare di aver vinto.

Ringrazio Brent Plater per avermi cortesemente e generosamente dedicato l’attenzione e il tempo per rispondere alle mie domande. Sono certo che le sue idee potranno stimolare interessanti discussioni e mi auguro anche iniziative capaci di realizzare la sua visione diffondendo la consapevolezza che è non solo inefficace ma anche profondamente ingiusto separare tematiche ambientali e sociali . Chi è interessato può seguire Wild Equity Institute su Facebook, Twitter, YouTube, nonché visitare il loro sito web. Se avete delle domande per me o per Brent Plater, lasciate un commento e risponderemo il prima possibile.

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