Benchmark: Autodesk AutoCAD LT per Windows 95

Articolo pubblicato nell’ottobre 1996 sulla rivista Pixel, edizioni Il Rostro

Scheda prodotto

Nome: AutoCAD LT per Windows 95.

Produttore: Autodesk Inc., San Rafael, CA – USA.

Riferimento:
Autodesk S.p.A.
Milanofiori – Strada 4, Palazzo A5
20090 Assago (MI)
Tel. 02-57510050
Fax. 02-57510105
WWW (internazionale): http://www.Autodesk.com

Data rilascio: 18 Luglio 1996.

Prezzo di listino:
Licenza singola: Lit. 1.100.000
Gruppo 5 licenze educazionali: Lit. 3.000.000
Aggiornamento da versioni precedenti di AutoCAD LT: Lit. 300.000
Aggiornamento da Generic CADD: Lit. 300.000
Aggiornamento da AutoSketch: Lit. 500.000

Piattaforme h/w e sistemi operativi supportati: PC Intel con Windows 95 o Windows NT 3.51.

Configurazione minima e consigliata: processore Intel 486/DX 66 Mhz (Pentium consigliato) con 16 Mb RAM (per disegni fino a 1 Mb), 30 Mb liberi su hard disk, 32 Mb di swap file, scheda grafica VGA o superiore, mouse o altro sistema di puntamento, digitalizzatore Wintab (opzionale).

Dominio: Disegno tecnico 2D, semplice disegno 3D wire-frame.

Settori di utilizzo: progettazione meccanica e civile.

Formati supportati per stampa e plotter: tutti i formati previsti da Windows 95 e Windows NT.

Formati di esportazione dati: è supportata l’esportazione di dati verso altri sistemi CAD solo con il formato DXF. Il formato nativo di AutoCAD LT, noto come DWG, è il medesimo di AutoCAD e pertanto non si pongono problemi di scambio dati tra i due sistemi (pur di rimanere nel dominio geometrico comune). Sono supportati inoltre alcuni formati di tipo grafico come EPS (Encapsulated PostScript), WMF (Window Metafile) e BMP (Windows Bitmap).

Formati di importazione dati: è supportata l’importazione di dati da altri sistemi CAD solo con il formato DXF. Il formato nativo di AutoCAD LT, noto come DWG, è il medesimo di AutoCAD e pertanto non si pongono problemi di scambio dati tra i due sistemi (pur di rimanere nel dominio geometrico comune).

Dati della prova

Versione prodotto: AutoCAD LT per Windows 95 (Release 3).

Data: Novembre 1996.

Configurazione H/W e S/W: PC Pentium 100, RAM 32 Mb, SVGA, HD 2 Gb, Windows NT 4.00.

Prova

Architettura software: singolo processo, singolo thread.

Dimensione su disco dei modelli: le dimensioni rilevate variano in funzione del “template” (modello, nella traduzione Autodesk) utilizzato. Un disegno vuoto creato con un modello UNI A4 squadrato e intestato occupa circa 17 Kb; un disegno vuoto creato con un modello minimale occupa circa 4 Kb. A questo bisogna aggiungere da 65 a 80 byte per ogni entità 2D.

Numero di operazioni atomiche (click, drag) per alcuni modelli test 2D: Test A: 12 click; Test B: 34 click e 2 digitazioni (27+2 con OSNAP opportunamente predisposto); Test C: 17 click e 6 digitazioni; Test D: non applicabile per mancanza di funzionalità parametriche.

Tempi di “Load”: non rilevati, ma comunque brevi.

Tempi di “Save”: non rilevati, ma comunque brevi.

Tempi di ricalcolo modello parametrico: funzionalità non disponibile.

Copertura del dominio: il tradizionale dominio 2D dei sistemi CAD è interamente coperto per quanto riguarda segmenti, archi, curve, poligoni regolari e spline. Il dominio 3D è limitato a linee e facce generate come estrusione di poligoni e archi.

Funzioni di strutturazione: sono presenti le usuali funzionalità di strutturazione del disegno: Layer e Simboli (blocchi, nel gergo Autodesk). Le funzionalità di raggruppamento sono limitate ai poligoni, che vengono creati come gruppo di entità e possono successivamente essere disaggregati (esplosi, nel gergo Autodesk).

Qualità documentazione: è disponibile un Help in linea sufficientemente completo e complementare alla documentazione cartacea costituita da un unico manuale di 800 pagine. Tutta la documentazione, pur riferendosi oltre che ai comandi tradizionali anche ai pulsanti iconici, ignora la struttura delle Toolbar, e di conseguenza è spesso difficile sapere in quali toolbar ricercare i pulsanti descritti nella documentazione. Sono disponibili in linea alcune esercitazioni ben strutturate e chiare, anche se non completamente integrate nel sistema quanto quelle di altri collaudati strumenti s/w, come ad esempio Office 95.

Generalità utilizzo: il sistema ambisce ad un mercato molto ampio a comprendere il settore del disegno civile, schematico e meccanico. Le funzionalità offerte ne fanno uno strumento utilizzabile al meglio soprattutto nel disegno meccanico.

Personalizzabilità: come d’obbligo per i sistemi in ambiente Windows, l’aspetto dell’interfaccia utente è configurabile e personalizzabile; sono principalmente riconfigurabili le toolbar, la barra dei menù e le dimensioni e la posizione della finestra di dialogo alfanumerico. Esiste inoltre un pannello per configurare le principali opzioni di sistema. Non è però possibile assegnare dei singoli comandi o gruppi di comandi a degli shortcut (combinazioni di tasti).

Programmabilità: il sistema non è programmabile; l’utente può solamente creare dei file contenenti semplici sequenze di comandi, chiamate script, eseguibili selezionando il file corrispondente.

Gestione di librerie di parti e simboli: AutoCAD LT non fornisce alcuna funzionalità specifica per la creazione di librerie. Come tradizione nel mondo Autodesk, gli utenti possono creare una directory in cui memorizzare un file per ciascuna parte ed utilizzare il tutto come una libreria.

Integrazione con l’ambiente software: l’integrazione con l’ambiente Windows 95 è piuttosto variegata. Alcune modalità operative e caratteristiche tipiche di questo ambiente sono state recepite perfettamente dagli sviluppatori: ne sono dimostrazione le toolbar, la compatibilità OLE 2.0, l’uso di nomi lunghi oltre i tradizionali 8 caratteri. Altre caratteristiche sono state solo parzialmente accolte, come ad esempio il paradigma di interazione “oggetto-comando” che AutoCAD LT sacrifica spesso in favore del più tradizionale “comando-oggetto”.

Integrazione con altri sistemi CAD: nessuna funzionalità specifica per l’integrazione con altri strumenti CAD. Trattandosi di un prodotto che opera su un dominio geometrico molto limitato e che usa i formati dati del diffusissimo AutoCAD, non esistono particolari difficoltà nell’integrazione con altri sistemi di progettazione.

Integrabilità con software di altro dominio: l’adesione agli standard OLE 2.0 favorisce una facile integrazione dei dati di AutoCAD LT con quelli di altri sistemi software del mondo PC. Molto più problematica è la situazione per realizzare una qualsiasi forma di integrazione operativa. Nessuna porta è rimasta ufficialmente aperta per gli sviluppatori di applicazioni verticali e per gli integratori.

Predisposizione per add-on e moduli di terze parti: benché esistano sul mercato alcuni moduli aggiuntivi per AutoCAD LT, non è previsto, ufficialmente, alcun meccanismo per integrare le funzionalità del sistema con moduli di terze parti.

Procedura di installazione: l’installazione può avvenire indifferentemente da floppy o da compact disk; anche nel secondo caso è comunque necessario disporre del floppy disk “Personalisation Disk”. Pur essendo prevista esplicitamente la compatibilità con Windows NT, il programma di installazione ignora alcune caratteristiche di questo sistema operativo insistendo, ad esempio, nell’utilizzo di file di configurazione (.ini), da tempo rimpiazzati dai registri di sistema e ignorando, inoltre, la distinzione tra elementi dell’interfaccia comuni a tutti gli utenti ed elementi specifici del singolo utente.

Dati produttore

Numero installazioni/utenti in Italia: (informazione non divulgata).

Numero installazioni/utenti totali: non dichiarato.

Politica licenze

Licenze dipartimentali: non disponibili.

Politica per applicazioni verticali: nessuna.

Supporto commerciale per add-in: nessuna.

Fig. 1 – L’aspetto di “AutoCAD LT per Windows 95” all’inizio di una seduta di lavoro

Un po’ di storia

AutoCAD LT nasce alcuni anni fa come fratello minore di AutoCAD, il notissimo prodotto di Autodesk. Le scelte che guidano Autodesk nella realizzazione della versione LT sono chiare: creare un pacchetto per il disegno 2D per una fascia di mercato più bassa rispetto a quella in cui si colloca il prodotto “forte” (AutoCAD), e offrirlo al pubblico a un prezzo basso, di poco superiore al milione di lire, nella speranza di riuscire ad attirare nuovi utenti senza erodere la più ricca fascia superiore, quella degli utenti AutoCAD.

Tra gli obiettivi, anche quello della massima compatibilità con gli altri prodotti CAD di Autodesk, sia in termini di formati dati che in termini di comandi. Solo in questo modo, pur con un prodotto nuovo, sarebbe stato possibile capitalizzare sulla enorme diffusione di competenze ed esperienze che è oggi il principale patrimonio di Autodesk.

Anche grazie ad una attività di pirateria software che ha visto in AutoCAD uno dei prodotti più colpiti – non senza qualche vantaggio per Autodesk – l’uso di AutoCAD ha raggiunto una diffusione sull’intero territorio nazionale veramente capillare. Ovunque, e con facilità, è possibile trovare utenti esperti, capaci di aiutare un principiante o di personalizzare AutoCAD per specifiche esigenze. Grazie al rigoroso rispetto di questi vincoli di compatibilità il “piccolo” sistema di Autodesk può beneficiare di questa diffusa cultura e può proporsi come soluzione completa e a costo contenuto per il mondo dei disegnatori, siano essi operatori professionali o utenti occasionali.

Individuati gli obiettivi e chiarito che la versione LT sarebbe stata ricavata come sottoinsieme della versione completa di AutoCAD, nel frattempo approdato all’ambiente Windows, in casa Autodesk fu necessario individuare le funzionalità da “sopprimere”. Questa delicata operazione chirurgica doveva creare un oggetto che fosse consistente e abbastanza accattivante per reggere la concorrenza degli altri sistemi CAD di fascia bassa presenti sul mercato, senza indurre rimostranze o lamentele da parte di chi aveva sborsato cifre ben più elevate per acquistare la versione completa”. AutoCAD LT è insomma un pacchetto nato e cresciuto in un contesto di complessi e delicati equilibri.

Il sistema provato, nella versione integrata e aggiornata per il sistema operativo Windows 95, è la più recente release di “AutoCAD LT per Windows 95”, a distinguerlo dalla analoga versione creata per l’ambiente Windows 3.1.

Nella prova si è valutato AutoCAD LT, collocandolo nell’insieme dei prodotti Autodesk senza però dimenticare, neppure per un attimo, le esigenze degli utenti che, a fronte di un investimento in software, per quanto piccolo esso sia, esigono un ritorno in termini di prestazioni, funzionalità e produttività difficilmente misurabile in assoluto ma comunque comparabile con quanto la concorrenza offre sul mercato.

Fig. 2 – Il pannello iniziale che assiste l’utente nell’impostazione del disegno.

Disegno & editing

Raccontare le caratteristiche di un sistema per il disegno 2D che utilizza comandi tanto noti, come quelli di AutoCAD, può apparire inutile. Si tratta di un sistema che affonda le sue radici all’inizio dell’era dei Personal Computer e che conserva ancora un’importante caratteristica che lo distingue nettamente dai sistemi di nuova concezione: l’area per il colloquio alfanumerico. Ogni funzionalità associata all’elemento di un menù o ad un pulsante è ricondotta ad un comando nel formato più tradizionale: parola chiave e insieme di parametri concatenati, nel rispetto di una specifica sintassi. Questa modalità operativa consente all’utente di alternare liberamente l’uso del mouse con l’utilizzo della tastiera.

Ciascun comando può dunque essere attivato indifferentemente da interfaccia o da tastiera e proseguito indifferentemente dall’una o dall’altra. Gli utenti più giovani, cresciuti con il mouse, probabilmente non sapranno bene cosa farsene di questa opportunità preferendo la più semplice, anche se non sempre più veloce, modalità interattiva basata su icone, menù e, per i più esperti, shortcut. Tuttavia gli utenti con un background di più vecchia data e con una manualità allenata all’utilizzo della tastiera, non solo l’apprezzeranno ma si troverebbero probabilmente spiazzati e disorientati se la finestrella alfanumerica dovesse improvvisamente scomparire.

Tale flessibilità, orientata soprattutto agli utenti “cresciuti” sui pacchetti di Autodesk, ha però un costo in termini di consistenza dell’interfaccia utente. La modalità di interazione basata sulla linea di comandi (command line) prevede che la scelta del comando avvenga prima della scelta degli oggetti su cui esso deve operare. Questo, mentre Windows 95, come tutte le moderne interfacce utente, predilige la modalità in cui l’utente prima seleziona l’oggetto o gli oggetti e successivamente indica l’operazione che su questi vuole compiere.

Consapevoli di questo differente approccio, i progettisti di AutoCAD LT hanno scelto di integrare, ove possibile, la nuova modalità di interazione, lasciando comunque attiva la modalità precedente. Di questo ragionevole compromesso la consistenza dell’interfaccia utente ne soffre un poco.

Fig. 3 – Il pannello per attivare lo snap ai punti notevoli (OSNAP)

Le funzionalità di disegno offerte sono complete e mostrano la maturità del prodotto su cui AutoCAD LT si basa. Oltre alla dotazione delle conosciute funzioni per il tracciamento di linee archi e spline, Autodesk ha voluto inserire in questo prodotto alcune innovazioni di cui AutoCAD ha beneficiato solo nelle recenti versioni. Pertanto l’utente può contare su una modalità di quotatura e su funzionalità di campitura di facile ed efficace utilizzo, finalmente prive di quei problemi che avevano caratterizzato in precedenza molte versioni di AutoCAD.

Tutti i comandi operano in 2D, pur essendo possibile specificare anche una terza coordinata ottenendo in tal modo un modello 3D wire-frame. Volendo qualcosa di più, è possibile utilizzare l’attributo “Altezza” che caratterizza linee e archi per ottenere delle facce nello spazio 3D componibili in vari modo. Tuttavia utilizzare quest’ultima modalità risulta piuttosto faticoso e poco produttivo; lo stesso si può dire per le funzionalità di ombreggiatura, limitate al semplice flat shading.

Nel disegno sono disponibili alcune modalità per l’uso di punti notevoli (punto medio, punto estremo, centro, ecc.) attivabili principalmente da una barra di pulsanti (toolbar). La storica funzione di OSNAP, che consente di attivare la selezione automatica e contemporanea di più tipologie di punti notevoli, pare oggi avere perso molta della sua efficacia. La modalità operativa “al buio”, cioè senza alcun feed-back su punti candidati alla selezione, in alcuni casi complica la vita e in utenti inesperti può suscitare senz’altro qualche perplessità. Ad esempio, la selezione di un punto notevole in una zona del disegno particolarmente affollata è possibile solo dopo aver adottato un opportuno fattore di zoom e aver disattivato la modalità di OSNAP sostituendola con modalità che prevedono l’indicazione esplicita del tipo di punto notevole voluto.

Le funzionalità di editing, come trim ed extend, hanno un discreto ma non eccezionale, livello di operatività. I test effettuati mostrano come le implementazioni offerte per questi usatissimi comandi richiedano un numero di click piuttosto elevato.

Infine mancano, come in AutoCAD, le funzionalità parametriche che altri produttori considerano ormai standard. Pertanto, in presenza di una richiesta di modifica su un modello CAD esistente, le uniche possibilità di modifica consistono nel rimuovere manualmente le parti variate e ridisegnarle pazientemente.

Personalizzazione

Una delle caratteristiche che ha favorito il successo di AutoCAD sono state le pressoché illimitate possibilità di personalizzazione. In AutoCAD LT tuttavia le tradizionali modalità di personalizzazione basate sulla modifica dei file di configurazione sono state ufficialmente abbandonate e, in piccola parte, sostituite da intuitivi strumenti grafici.

In modo analogo a quanto avviene in gran parte delle applicazioni Windows, molti elementi dell’interfaccia di AutoCAD LT sono facilmente e rapidamente configurabili. Ad esempio è possibile personalizzare le barre degli strumenti (toolbar) aggiungendo nuovi pulsanti scelti in una ricca tavolozza. Analogamente, è possibile riconfigurare la barra dei menù. Purtroppo, non è possibile estendere l’insieme degli short-cut, o combinazioni di tasti. Il sistema, concordemente con le specifiche Office 95, offre un’insieme preconfezionato di short-cut per alcune operazioni, come salvare (control-s), stampare (control-p) e simili. Non esiste però e non è possibile definire, una combinazioni di tasti per attivare, ad esempio, il disegno di un’entità geometrica. L’unica possibilità è quella di digitare le lettere iniziali del comando corrispondente (“ar” per l’arco, “l” per la linea, ecc.) nella finestra di colloquio alfanumerico. Non trattandosi di uno short-cut, le iniziali vengono interpretate correttamente solo se si è prima interrotto il comando in esecuzione, cioè in presenza del prompt “Comando:”.

Fig. 4 – Il pannello con cui configurare le opzioni principali

Sono inoltre disponibili numerosissime variabili di sistema con cui è possibile configurare molte caratteristiche e comportamenti del sistema. Non è prevista un’interfaccia grafica per l’interazione con queste variabili: le operazioni di configurazione devono essere svolte alfanumericamente dalla linea dei comandi, ricercando il significato di ciascuna variabile nei manuali o nella documentazione in linea. Alcune di queste variabili non sembrano avere alcun significato nell’ambito di AutoCAD LT, come ad esempio la variabile ACIS15, e sono probabilmente presenti solo per una qualche sotterranea ragione di compatibilità verso AutoCAD.

Altra semplice possibilità lasciata all’utente è l’aggancio di uno script (sequenza di comandi) all’evento apertura di un nuovo disegno.

Scambio e condivisione dei dati

Innanzitutto è bene evidenziare una caratteristica estremamente importante di AutoCAD LT: il formato nativo di questo sistema è il medesimo di AutoCAD versione 13. Ciò significa che è possibile iniziare un disegno con AutoCAD LT e proseguirlo indifferentemente con LT o con AutoCAD 13 senza dover effettuare alcuna operazione di conversione, esplicita o implicita. Ovviamente questo nei limiti dei rispettivi domini geometrici, pertanto LT ignorerà la presenza di solidi nel modello come ignorerà tutte le entità e caratteristiche che non siano comuni ad entrambi i sistemi. Questa caratteristica suggerisce possibili organizzazioni dell’ufficio tecnico in cui i due sistemi di Autodesk convivono e collaborano fianco a fianco, ciascuno operando nella fascia di propria competenza.

Nell’affrontare le problematiche dello scambio e condivisione dati, Autodesk si è avvalsa della enorme diffusione sul mercato dei propri prodotti. I formati dati utilizzati da Autodesk si sono imposti nel mondo del disegno 2D come standard de facto. In particolare, il formato DXF, nato principalmente per lo scambio di dati tra versioni diverse di AutoCAD, ha raggiunto una diffusione superiore a quella di molti standard proposti da autorevoli istituzioni come ISO o ANSI. Partendo da questa favorevole situazione, Autodesk ha scelto di implementare, oltre al formato nativo DWG, solamente il convertitore verso il formato DXF, nella certezza che da questo formato è possibile oggi raggiungere qualsiasi altro sistema CAD 2D. In aggiunta al formato DXF, specifico per il disegno tecnico, è stato inserito anche un convertitore verso il formato WMF, uno dei formati nativi di Windows, e verso i formati BMP (Windows Bitmap) ed EPS (Encapsulated PostScript). Queste ultime opzioni aprono le porte a tutti gli applicativi nel mondo Windows, consentendo un efficace scambio di informazioni grafiche sia in forma vettoriale che in formati bit-mapped.

Discreta appare infine l’implementazione delle specifiche OLE 2.0, sia nella versione server che client. Ciò significa che AutoCAD LT può ospitare aree rettangolari contenenti dati o immagini provenienti da altre applicazioni OLE 2.0 compliant. Analogamente, un disegno di LT può comparire in un’area rettangolare di un documento MS Word, di uno spreadsheet MS Excel o di un qualunque sistema conforme alle specifiche di Microsoft per OLE 2.0. La versione provata non supporta la funzionalità che Microsoft chiama “editing in place”, cioè facendo un doppio click, all’interno di un documento Word, su un oggetto OLE AutoCAD LT, si causa l’apertura di una nuova finestra e non, come da specifiche OLE 2.0, la comparsa dell’interfaccia del sistema CAD a rimpiazzare quella di Word nella medesima finestra.

Fig.5 – Alcune delle numerosissime toolbar a disposizione dell’utente

Programmazione e integrazione nel sistema informativo aziendale

Come accennato le ampie possibilità di programmazione che caratterizzano AutoCAD non sono condivise dalla versione LT e quindi non è possibile usare il noto linguaggio di programmazione AutoLISP, accedere ad altri strumenti di programmazione o integrare strumenti software esterni. Bisogna segnalare anche la mancanza dell’interfaccia OLE Automation, considerata oggi da molti sviluppatori la via primaria per l’integrazione di applicazioni in ambiente Windows. Anche in questo caso le uniche possibilità di integrazione, con un approccio lasco, si devono basare solamente sull’uso dei file dati prodotti da AutoCAD LT.

Conclusioni

La prova di AutoCAD LT ha messo in evidenza gli aspetti positivi e alcuni limiti di questo sistema. Probabilmente, la vicinanza di un parente prossimo (AutoCAD 13) tanto importante e noto aumenta di molto le aspettative verso questo sistema che, per scelta, non vuole entrare in concorrenza con il fratello maggiore. A questo si deve aggiungere che anche il mercato in cui si trova a competere il sistema non è dei più facili. Benché sia stata proprio Autodesk ad “inventare” questo mercato, ora la casa californiana di San Rafael si trova ad affrontare la concorrenza di prodotti molto avanzati, venduti a prezzi competitivi e con politiche commerciali molto agguerrite.

Certamente, l’esperienza pluriennale di Autodesk nel settore dei sistemi CAD per il mondo PC è difficilmente superabile. È possibile vedere e sperimentare questa esperienza in molte caratteristiche di AutoCAD LT. Nello stesso tempo, la necessità di differenziare questo prodotto rispetto al fratello maggiore evitando ogni forma di concorrenza al proprio interno, ha costretto Autodesk a eliminare forse qualche funzionalità di troppo rispetto alle esigenze degli utenti e agli standard del mercato.

AutoCAD LT ha comunque dalla sua una carta di grande valore: la compatibilità dei propri file dati con quelli di AutoCAD 13, motivo che da solo potrebbe essere sufficiente a convincere molti acquirenti. Se poi consideriamo che i comandi della versione LT sono un sottoinsieme di quelli della versione 13 ecco che la collocazione ideale per questo sistema, in un ufficio di progettazione, è a fianco del fratello maggiore. È principalmente in in questo contesto che LT può trovare la sua collocazione ottimale, dando un contributo al contenimento delle spese per il software e soprattutto giovandosi di competenze ed esperienze presenti nell’ufficio.