Benchmark Bentley Microstation 95

Articolo pubblicato nel 1996 sulla rivista Pixel, edizioni Il Rostro

Scheda prodotto

Nome: Microstation 95.

Produttore: Bentley Systems, Inc. Exton, PA – USA.

Riferimento:
Bentley Systems Italia S.r.l.
Palazzo WTC, Strada 1
20090 Assago (MI)
Tel. 02-57500254
Fax. 02-57500270
e-mail: Info.Italia@Bentley.nl
WWW: http://www.bentley.com

Data rilascio: .

Prezzo di listino:
Lit. 9.000.000
MicroStation-Modeler Lit. 4.000.000
MicroStation Academic (per Istituti/Università) Lit. 470.000
MicroStation Student (per Studenti o Docenti) Lit. 90.000

Piattaforme h/w e sistemi operativi supportati: PC Intel (DOS/Windows 95/Windows NT 3.51/OS/2-Warp), DEC Alpha (Windows NT 3.51), PowerPC (Windows NT 3.51/Apple System 7.x), workstation UNIX Sun (Solaris OS), HP PA/RISC (HP/UX), Intergraph Clipper (CLIX), IBM RISC/PPC (AIX).

Configurazione minima e consigliata: per la piattaforma PC Intel qualsiasi dispositivo grafico supportato dal sistema operativo utilizzato, processore Intel 486/DX con 16 Mb RAM (24 Mb consigliati) per la versione DOS/Windows 3.11 e processore Intel 486/DX con 24 Mb RAM (32 Mb consigliati) per la versione Windows95/Windows NT3.51

Dominio: disegno tecnico 2D, modellazione di solidi e di assiemi, modellazione di curve e superfici.

Settori di utilizzo: progettazione civile, meccanica, modellazione dei dati geografici.

Formati supportati per stampa e plotter: tutti quelli previsti da Windows 95 e Windows NT. Sono inoltre forniti numerosi file di configurazione specifici per i principali plotter sul mercato.

Formati di esportazione dati: è supportata l’esportazione di dati verso ACIS ( formato .sat), verso AutoCAD ( formati .dxf, .dwg), verso i sistemi di stereolitografia (.stl), verso sistemi CAD generici (formato IGES) e parzialmente verso tutte le applicazioni che supportano la clipboard Windows; inoltre è possibile esportare immagini raster verso altre applicazioni (formati grafici .bmp, .cgm, .tiff, .jpg, ecc. ).

Formati di importazione dati: da AutoCAD (formati .dxf, .dwg), da ACIS (formato .sat), da ParaSolid ( formato Romulus) da altri sistemi CAD ( formato IGES).

Opzioni principali (non comprese nella prova):
MicroStation GeoGraphics Lit. 4.900.000
MicroStation MasterPiece Lit. 3.590.000
MicroStation TriForma Lit. 4.950.000
MicroStation TeamMate Lit. 1.100.000

Dati della prova

Versione del prodotto:  1.0 RC-1 (beta release per Windows 95/NT).

Data: Giugno 1996.

Configurazione H/W e S/W: PC Pentium 100, RAM 32 Mb, SVGA, HD 1 Gb, Windows NT 4.00.

Prova

Architettura software: singolo processo, singolo thread.

Dimensione su disco dei modelli: le dimensioni rilevate variano in base al “template” (seed, nel gergo di MicroStation) utilizzato. Un modello vuoto creato con un seed 2D base occupa circa 10 Kb, con un seed 3D circa 11 Kb. A questo bisogna aggiungere da 50 a 80 byte per ogni entità 2D oppure da 500 a 1900 byte per ciascuna primitiva 3D utilizzata. In Figura 1 è mostrata l’occupazione media in byte di alcune entità geometriche.

Figura 1: Occupazione media su disco, in byte, per alcuni tipi di entità geometriche.

Numero di operazioni atomiche (click, drag) per alcuni modelli di test 2D (Figura 2): Test A: 7 click; Test B: 19 click e 4 digitazioni; Test C: 34 click; Test D: 75 click e 3 digitazioni.

Tempi di “Load”: non rilevati, ma comunque estremamente brevi.

Tempi di “Save”: non rilevati, ma comunque estremamente brevi.

Tempi di ricalcolo del modello parametrico: non rilevati, ma comunque estremamente brevi.

Copertura del dominio: il tradizionale dominio 2D dei sistemi CAD è interamente coperto per quanto riguarda segmenti, archi, curve, poligoni regolari. Anche il dominio 3D è ben coperto sia per curve e superfici sia per solidi e strutture wireframe. Rilevate alcune difficoltà nelle operazioni di raccordatura in casi notoriamente problematici (difficoltà condivise con la maggior parte dei sistemi CAD attualmente sul mercato).

Funzioni di strutturazione: sono presenti le funzionalità di strutturazione del disegno standard, come Layer, Gruppi e Simboli (cells in gergo di MicroStation).

Qualità della documentazione: è disponibile un Help in linea sufficientemente completo, ma privo di esempi e scarsamente integrato con le immagini. Il sistema viene comunque fornito con un corredo di manuali cartacei, discretamente organizzati, che comprende una User Guide e un Tutorial. La documentazione aggiuntiva relativa a nuove funzionalità o a miglioramenti di funzionalità esistenti è raccolta in un ulteriore manuale, l’Upgrade Guide. Valido e ricco di esempi è anche il manuale che accompagna il modulo MicroStation-Modeler.

Generalità d’uso: il sistema, oltre a una dotazione completa di comandi di uso generale, offre comandi specifici per numerosi settori d’uso: disegno meccanico, civile, schematico, sistemi geografici, ecc. La varietà e la ricchezza degli strumenti di interazione e il livello di strutturazione dei comandi lo rendono di difficile utilizzo in ambito didattico e per gli utenti occasionali del sistema CAD.

Personalizzabilità: l’aspetto dell’interfaccia utente è ampiamente configurabile e personalizzabile; ad esempio, sono configurabili le toolbar (pannelli che raccolgono i tasti iconici corrispondenti a singoli comandi), ma non i menù. Gli utenti con conoscenze avanzate del sistema possono modificare anche in profondità il comportamento e l’aspetto del sistema. La vastità e il dettaglio delle funzionalità di configurazione sono tali da suscitare, in alcuni utenti, un senso di smarrimento.

Programmabilità: offre due livelli di programmabilità: a un primo livello, MicroStation BASIC, una versione proprietaria del linguaggio BASIC strutturata e completa; a un livello più avanzato, MDL (MicroStation Developer Language), un’API per costruire applicazioni in linguaggio C integrate in . Il linguaggio BASIC è fornito nella versione base, corredato di un miniambiente di sviluppo (editor e debugger) perfettamente integrato nel sistema CAD. Chi non fosse comunque disposto ad abbandonare gli strumenti di sviluppo abituali per un linguaggio proprietario può accedere al motore geometrico di Bentley Microstation o ai dati dei suoi modelli utilizzando il protocollo OLE-Automation; questa parte è disponibile solo agli sviluppatori che sottoscrivono uno speciale contratto con Bentley.

Gestione di librerie di parti e simboli:  fornisce una lunga serie di funzionalità e comandi specifici per la creazione, la gestione e l’utilizzo di librerie di parti e di motivi per la campitura. Le parti contenute in ciascuna libreria, memorizzate in un unico file, sono facilmente e rapidamente consultabili e visualizzabili (in preview) per essere poi collocate nel disegno. Sono previste funzionalità specifiche per ridurre l’occupazione su disco dei modelli con parti o simboli ripetuti.

Integrazione con l’ambiente software: una caratteristica fondamentale di Bentley Microstation è la grande varietà di piattaforme hardware e software su cui è disponibile. Ne consegue un’integrazione con l’ambiente software ospite, nella versione provata di Windows, inevitabilmente parziale.  Non è un’applicazione nativa per Windows e dunque comunica in modo incompleto con altre applicazioni di questo ambiente: l’implementazione della clipboard è solo parziale, assente la parte OLE (ad esclusione di OLE-Automation) e l’integrazione con i protocolli MAPI; la versione provata non supporta interamente nomi di file o directory che includono spazi. È invece supportata la connessione al protocollo ODBC, non funzionante nella versione provata, per database che lo supportano su Windows.

Integrazione con altri sistemi CAD:  offre un tipo di integrazione tradizionale, basata sulla conversione di dati da e verso numerosi altri formati. Attualmente mancano modalità di scambio dati basate sulle tecnologie OLE, sia nella modalità OLE 2.0 sia nella modalità OLE4D&M, e su CORBA.

Integrabilità con software di altro dominio:  offre, integrati nel sistema CAD, i moduli per l’integrazione con un server SQL (ORACLE, INFORMIX, ecc.) e un’interfaccia applicativa ODBC per la connessione anche ai principali DBMS per personal computer (MS-Access, FoxPro, Xbase, ecc.).

Predisposizione per add-on e moduli di terze parti: il sistema di Bentley supporta lo sviluppo di moduli verticali realizzati da terze parti tramite il meccanismo delle applicazioni MDL. Si tratta di applicazioni realizzate in C e collegate direttamente al sistema CAD come comandi nativi. È disponibile un catalogo su CD delle principali applicazioni MDL sul mercato.

Semplicità ed efficacia dell’interfaccia utente: il sistema  offre un’interfaccia estremamente ricca e completa. L’aspetto degli strumenti di interazione con l’utente è allineato ai nuovi standard di Windows 95. La modalità prediletta di interazione è quella basata sull’uso delle toolbar di comandi. La ricchezza dei comandi e la varietà delle modalità di interazione non corrispondono sempre a una chiara e coerente strutturazione. L’attuale impostazione dell’interfaccia utente, pur consentendo agli utenti tradizionali di effettuare un passaggio graduale alle modalità dell’ambiente Windows, può causare qualche disorientamento negli utenti provenienti da altre applicazioni e con una generica familiarità con il mondo Windows.

Peculiarità: sono certamente numerose le peculiarità di questo sistema CAD. Innanzitutto, la completezza e la ricchezza dei comandi che garantiscono, agli utenti esperti, la disponibilità di un comando o un’opzione per ciascun problema e in ogni contesto applicativo. Un’altra caratteristica di rilievo è la disponibilità del sistema su numerose piattaforme hardware e software; ciò consente agli utenti di migrare con facilità da piattaforme a basso costo verso piattaforme più potenti al crescere delle esigenze di memoria e potenza di calcolo senza alcun problema di compatibilità.

Figura 2: Test utilizzati per “misurare” l’efficacia delle modalità di interazione.

Dati produttore

Numero di installazioni/utenti in Italia: 5000 installazioni professionali e circa 7000 in ambito didattico/accademico.

Numero di installazioni/utenti totali: 220000 utenti dichiarati.

  1. Politica licenze

Licenze dipartimentali: non dichiarate.

Politica per applicazioni verticali: non dichiarata.

Supporto commerciale per gli add-in: non dichiarato.

Introduzione

Bentley Microstation è il sistema CAD per il disegno e la progettazione destinato ai settori dell’ingegneria civile e meccanica, prodotto e commercializzato da Bentley Systems e disponibile per numerose piattaforme hardware e sistemi operativi.

Dopo alcuni anni di stretta collaborazione commerciale con Intergraph, la società americana di Exton ha deciso di gestire direttamente la commercializzazione dei propri prodotti. Da questa decisione MicroStation sembra avere tratto nuovo vigore per presentarsi sul mercato con nuove versioni rimpinguate di interessanti innovazioni. Oltre alle note e alle funzionalità consolidate per il disegno tecnico 2D, nei suoi molteplici aspetti e numerose varianti, l’ultima versione, denominata appunto , può essere opzionalmente affiancata da un ambiente completo per la modellazione di solidi, interamente basato su form-feature, denominato MicroStation-Modeler. Con questa ultima estensione il sistema di Bentley arriva a soddisfare uno spettro di esigenze applicative indubbiamente molto ampio.

Figura 3: L’aspetto in una configurazione di modellazione di solidi.

Disegno & editing

Bentley Microstation combina due approcci differenti alle modalità operative di disegno: la modalità tradizionale, basata sulla selezione di comandi specifici per ciascuna operazione di disegno e modifica, e una modalità più innovativa che utilizza un insieme ristretto di comandi che, in modo semiautomatico, si riconfigurano in funzione del contesto operativo per soddisfare le diverse esigenze del disegnatore.

Utilizzando Bentley MicroStation nella prima modalità, l’utente si avvale di un insieme di toolbar che, in modo semplice e intuitivo, rendono disponibili i tradizionali comandi di disegno secondo una sintassi simile a quella dei più comuni sistemi CAD (Figura 4). L’attivazione di un comando avviene selezionando uno dei tasti iconici raggruppati nella toolbar. L’utente viene quindi guidato nel completamento dell’operazione intrapresa, oltre alla visualizzazione degli usuali messaggi nella barra di stato, anche tramite una piccola finestra supplementare che propone graficamente le principali opzioni attivabili nel contesto dello specifico comando. Questa modalità stimola un graduale passaggio da un uso base del sistema a un uso avanzato, anche per gli utenti più distratti o occasionali. 

Figura 4: Alcune toolbar con i principali comandi di disegno 2D.

Alternativamente a questa modalità più conservativa, il disegnatore può sfruttare le nuove funzionalità introdotte e affinate nelle ultime versioni del sistema: AccuDraw e SmartLine (Figura 5). Queste due funzionalità sono una prima risposta di Bentley alle nuove modalità di sketch che, dopo essere state introdotte da Vellum Ashlar, si sono rapidamente diffuse in tutto il mondo CAD con vari nomi come SmartSketch, Dynamic Navigator, Drafting Assistant, ecc. 

AccuDraw è una modalità di lavoro che facilita l’uso di coordinate polari e relative che, per mezzo di un supporto operativo, realizzato da una toolbar, e di un supporto visivo, guida efficacemente l’utente nelle fasi di tracciamento di archi e segmenti. In questa modalità  visualizza un sistema di riferimento mobile rispetto al quale sono riferite le coordinate selezionate o digitate dall’utente. AccuDraw raggiunge i migliori risultati nel velocizzare il disegno, soprattutto quando è abbinato a strumenti come SmartLine: un comando per il tracciamento rapido e preciso di profili con vertici raccordati e/o smussati. Anche SmartLine, come tutti i comandi , fa uso di una propria finestra di opzioni che inevitabilmente si sovrappone a quelle, spesso numerose, già presenti sullo schermo. Se l’accoppiata SmartLine e AccuDraw si rivela utile nel disegno 2D, diviene insostituibile nel disegno di profili in 3D: operando con quattro viste, il sistema individua rapidamente e correttamente il piano in cui il disegnatore intende operare, offrendo contemporaneamente il completo supporto descritto per il contesto bidimensionale. Manca, per completare il tutto, una modalità di selezione di punti notevoli semiautomatica che non richieda all’utente l’uso della tastiera.

Figura 5: Uso di AccuDraw e SmartLine.

Le funzionalità di modifica (“trim”, “fillet”, “extend”, “chamfer”) sono implementate in modo completo e rese disponibili secondo le modalità consuete, senza alcuna concessione alle nuove tendenze che suggeriscono un livello di semplicità e automazione più avanzato; in particolare, il comando di trim, benché completo, è di uso piuttosto laborioso e poco veloce. Più felice, sebbene tradizionale, è l’implementazione dei comandi di trasformazione (rotazione, scalatura, traslazione, ecc.), che risultano sufficientemente semplici e intuitivi.

Le modalità di interazione, per tutti i comandi di disegno e modifica, riflettono la transizione in atto nello sviluppo: il sistema sta abbandonando il paradigma comando-oggetto, muovendosi verso il paradigma oggetto-comando più fruibile. Questa transizione è stata diluita nell’arco di alcune versioni del sistema, presumibilmente nell’intento di non disaffezionare gli utenti di lunga data e di dare allo sviluppo il tempo di aggiornare il codice del sistema; si sono così create disomogeneità e incongruenze nel modo di operare del sistema che, come evidenziato, potrebbero disorientare alcuni utenti. 

Modellazione 3D

Una delle novità più interessanti che accompagnano  è il modulo per la modellazione di solidi basato su form-feature, denominato MicroStation-Modeler. Come molti altri sviluppatori di sistemi CAD, Bentley ha saggiamente scelto di acquisire una libreria di modellazione da terze parti, garantendosi così una qualità del nucleo di calcolo geometrico comprovata ed elevata. La scelta è caduta su ACIS, la diffusissima libreria di modellazione realizzata da Spatial Technologies e utilizzata in prodotti come AutoCAD (AutoDesk), Trispective (3D/Eye) e SolidEdge (Intergraph). L’implementazione del modellatore features-based offerto da Bentley è di assoluto valore e, coerentemente con gli altri moduli di Bentley Microstation, estremamente ricca di funzionalità. Oltre ai comandi per la creazione delle principali primitive geometriche, come cubi, coni, sfere, ecc., sono disponibili i comandi per realizzare una discreta varietà di form-feature, quali smussi, raccordi, fori di varie tipologie, perni, flange, ecc. Il sistema offre anche: un insieme di funzionalità per la modellazione di assiemi di parti, in grado di gestire sia assemblaggi rigidi sia parziali, un valido modulo di rendering (Figura 6) e un discreto modulo per la messa in tavola dei modelli 3D.

Figura 6: Rendering di un componente meccanico.

Le modalità operative per la parte di modellazione e modifica sono rapide e ben armonizzate con gli altri moduli di . L’interazione risulta rapida ed efficace per gli utenti che già possiedono una discreta esperienza con gli altri moduli del sistema, mentre presenta alcune difficoltà iniziali per gli utenti inesperti od occasionali. Come già accennato, ciò è dovuto alla non totale adesione di Bentley alle modalità di interazione proposte da Windows.

Oltre a una completa dotazione di funzioni di modellazione, è disponibile, come in tutti i sistemi feature-based, anche un gruppo di comandi per la modifica, in senso parametrico, delle primitive e delle features create. Questi comandi consentono, entro certi limiti, di variare, oltre alla geometria, anche la topologia di alcune features; ad esempio, è possibile non solo modificare il diametro di un foro, ma anche trasformarlo da foro semplice passante a foro passante con alesatura. L’utente dispone dunque di una flessibilità decisamente avanzata,  raramente riscontrabile in sistemi CAD di fascia alta. Oltre a essere apprezzate dagli utenti, queste caratteristiche di flessibilità rivelano la bontà delle scelte implementative; scelte che consentiranno agli uomini di Bentley di estendere rapidamente l’ambiente di modellazione con interessanti evoluzioni.

Tra le numerose funzionalità a disposizione dell’utente è presente un utile strumento di supporto alla modellazione, denominato “Modeler Features Manager” (Figura 7): si tratta di un pannello che visualizza graficamente la gerarchia delle features utilizzate e consente con discreta facilità di riordinare la sequenza di applicazione o di selezionare una specifica feature per modificarla. Pur essendo caratterizzato da una discreta facilità d’uso, attualmente questo strumento risulta di efficacia piuttosto limitata, soprattutto se confrontato con quanto offre l’agguerrita concorrenza, come SolidWorks (SolidWorks Corp.) e Trispective (3D/Eye).

Le funzionalità per la modellazione di assemblaggi, fornite a corredo del modellatore, sono molto ricche anche se basate su un approccio non sempre intuitivo. L’utilizzo di questo modulo richiede un periodo di apprendimento non breve anche per gli utenti più familiari con gli strumenti Bentley. I risultati ottenibili sono comunque di qualità.

Sino a un anno fa, solo i sistemi di fascia alta potevano offrire un insieme così completo e integrato di funzionalità. Oggi, con Bentley Microstation e MicroStation-Modeler, anche con budget limitati si può utilizzare strumenti avanzati di modellazione tridimensionale con pochi compromessi rispetto a strumenti più costosi.

Figura 7: Modeler Features Manager.

Funzionalità parametriche

Per Bentley Microstation le funzionalità parametriche sembrano avere esclusivamente la funzione di tracciare profili per la generazione di solidi di rotazione o di estrusione. La creazione di modelli bidimensionali parametrici è piuttosto complessa e laboriosa e, pertanto, poco vantaggiosa se finalizzata al solo ambito bidimensionale. L’approccio utilizzato prevede la creazione di una geometria di supporto, costituita da linee rette e circonferenze, sulla quale individuare un profilo, costituito da segmenti ed archi. Le geometrie di riferimento devono essere esplicitamente vincolate mediante relazioni di parallelismo, tangenza, ecc. L’imposizione di vincoli dimensionali e la conseguente generazione di parametri richiedono la quotatura del profilo e la successiva conversione, tramite un opportuno comando, delle quote in vincoli dimensionali parametrizzati. Ancora più laboriosa è l’imposizione di relazioni tra parametri, tanto macchinosa da scoraggiare definitivamente anche gli utenti più testardi.

Il profilo viene gestito da un valutatore variazionale molto rapido. Per i profili sottovincolati è possibile verificare interattivamente i gradi di libertà residui semplicemente trascinando con il mouse un’entità del profilo.

A bilanciare la scarsa amichevolezza degli strumenti parametrici, il sistema include una libreria di profili di uso frequente, cui il disegnatore può attingere liberamente e che può configurare in base alle proprie esigenze. L’uso di un profilo nella generazione di un solido di estrusione o di rivoluzione non costituisce una scelta definitiva, ma, grazie alle doti di flessibilità del modellatore, in qualsiasi momento è possibile sostituire il profilo utilizzato con uno diverso, ottenendo la rigenerazione del solido corrispondente.

Personalizzazione

Le doti di configurabilità sono oggi ritenute un punto irrinunciabile per i sistemi software di supporto alla progettazione; nel mondo CAD sono finalmente in via di estinzione quei lunghi e criptici file di configurazione che hanno sempre rappresentato un vero rompicapo per la maggioranza degli utenti. Anche si è completamente allineato a questa tendenza positiva del mercato. Ad esempio, il numeroso gruppo di toolbar all’inizio di una nuova seduta di lavoro si ripropone all’utente esattamente nel punto dello schermo in cui era stato posizionato nella seduta precedente. Il sistema di Bentley non si ferma a questa comune ma importante funzionalità di personalizzazione ed offre una lunghissima serie di parametri direttamente configurabili dall’utente. Il layout dell’interfaccia utente riserva un intero menù, costituito da numerose voci, alla configurazione dell’aspetto e del comportamento del sistema CAD. Le possibilità offerte all’utente sono talmente numerose da creare un senso di smarrimento negli utenti meno esperti, disorientati anche a causa di un feedback visivo limitato sulla semantica e sull’impatto di ciascun parametro di configurazione. Paradossalmente questa ampia libertà può costituire un pericolo per utenti alle prime armi: è piuttosto facile generare erroneamente configurazioni del sistema di fatto inutilizzabili.

Queste funzionalità, utilizzate nel contesto di gruppi di lavoro che operano con numerose installazioni di Bentley Microstation, sono gli strumenti essenziali che consentono ad un esperto gestore di predisporre configurazioni, anche complesse, per il coordinamento del gruppo, l’implementazione di norme aziendali e un’efficace condivisione di dati e programmi. Le stesse modalità poco si adattano alle esigenze di utenti isolati o strutturati in piccoli gruppi e che non possono contare sul supporto di esperti.

Scambio e condivisione dati

La dotazione di convertitori fornita con  è veramente notevole e, contrariamente alla mala abitudine diffusa nei sistemi CAD di fascia alta, tutti i convertitori da e verso  sono inclusi nel pacchetto standard: non sono richieste né licenze né esborsi supplementari. Lo scambio dei dati con altri sistemi software è supportato a diversi livelli: i formati vettoriali 2D sono utilizzabili sia per l’esportazione dei modelli 2D sia per le viste, sezioni e proiezioni dei modelli 3D; i formati 3D sono utilizzabili per l’esportazione di tutti i dati prodotti nell’ambiente 3D. Infine, particolarmente curata è la parte di conversione, che consente di generare immagini raster in numerosi formati a partire da immagini generate con le funzioni di shading e rendering. La varietà dei formati raster e vettoriali 2D disponibili garantisce l’adattamento a tutte le esigenze di documentazione, consentendo agli utenti di produrre immagini nel formato richiesto dallo strumento software utilizzato per produrre la documentazione tecnica, qualunque esso sia.

Nello svolgimento della prova sono stati sperimentati solo alcuni dei numerosi formati disponibili, con risultati generalmente buoni; l’unico problema si è verificato nell’importazione di un modello in formato ParaSolid, generato da EDS/Unigraphics, nonostante il formato specifico fosse previsto e documentato.

La versione attuale di Bentley Microstation non supporta le funzionalità OLE, che nel mondo Windows costituiscono uno standard per lo scambio e la condivisione di dati tra applicazioni diverse. Questa carenza è probabilmente accettabile per tipologie di utenza totalmente focalizzate sull’applicazione CAD, mentre costituisce un limite rilevante per gli utenti con esigenze di forte integrazione tra più strumenti di Office-Automation.

Per quanto riguarda MicroStation-Modeler, la disponibilità del formato “.sat” consente di scambiare la sola geometria, ovviamente priva delle caratteristiche di parametricità e delle informazioni relative alle form-feature, con tutte le applicazioni che utilizzano lo stesso nucleo di modellazione, cioè ACIS. Se in futuro Bentley aderirà maggiormente alle specifiche del mondo Windows, gli utenti potranno trarre numerosi vantaggi dalla disponibilità della libreria Spatial-Technologies; infatti, Microsoft ha recentemente accettato di includere il formato “.sat” tra i formati standard riconosciuti dalla clipboard di Windows. Questa evoluzione dovrebbe semplificare in modo significativo lo scambio di dati tra MicroStation-Modeler e altri sistemi CAD, programmi di CAM, strumenti di calcolo strutturale, ecc.

Programmazione e integrazione nel sistema informativo aziendale

Le caratteristiche di programmabilità vengono spesso considerate, in modo errato, come elementi addizionali di poca importanza per la gran parte degli utenti CAD. Nella realtà, per quanto flessibile e ricco sia un sistema CAD, sono numerosi i contesti applicativi che richiedono e rendono vantaggiosa la creazione di applicazioni ad hoc fortemente integrate con il sistema CAD. Bentley Microstation offre un insieme di strumenti per la programmazione, corrispondente a differenti livelli di esigenza: un interprete BASIC collocato in un miniambiente di sviluppo (Figura 8), similmente a quanto offre Microsoft con le applicazioni di Office 95, e un’API per lo sviluppo di applicazioni in linguaggio C destinate a integrarsi nel sistema come comandi nativi.

Il dialetto BASIC utilizzato è molto simile a quello di Microsoft e, dunque, non richiede competenze specifiche agli sviluppatori di macro, che possono fare affidamento sulle esperienze maturate, ad esempio, con QuickBasic. Nel miniambiente di sviluppo è presente anche un “Macro Recorder” in grado di generare il programma BASIC corrispondente alla sequenza di azioni realizzate dall’utente in una sessione di registrazione. Il codice prodotto purtroppo non è utilmente riciclabile, in quanto tutte le operazioni di selezione vengono registrate in termini di coordinate assolute, ma può comunque costituire una valida traccia per lo sviluppo di nuove macro.

Figura 8: Il mini ambiente di sviluppo incluso in MicroStation 95.

Bentley aderisce al protocollo OLE Automation e, inaspettatamente, sceglie di fornire gli strumenti software per accedere a questa modalità di programmazione soltanto nell’ambito di uno speciale contratto riservato agli sviluppatori. Questo protocollo, comunque sempre disponibile alle applicazioni, dovrebbe consentire a un semplice programma Visual Basic di pilotare con istruzioni del tutto simili a quelli disponibili all’utente. La disponibilità di OLE-Automation per numerose applicazioni del mondo Windows potrà consentire agli utenti con esigenze specifiche di realizzare una stretta integrazione tra il sistema CAD e sistemi di posta elettronica, database, word processor, ecc.

Conclusioni

La prova di Bentley Microstation ha messo in evidenza un sistema ricco di comandi e funzionalità certamente inusuale per un prodotto in questa fascia di prezzo. Questa varietà e abbondanza, a volte persino disorientanti, sono testimonianza della storia e dell’evoluzione di un prodotto che “abita” le scrivanie di disegnatori e progettisti da numerosi anni. La società di Exton ha saputo capitalizzare sulle esperienze dei suoi numerosi utenti, completando ed arricchendo il sistema con tutto ciò che necessita ad un progettista ed ad un disegnatore meccanico, civile, ecc. Contemporaneamente a questa evoluzione, i fratelli Bentley, principali azionisti e iniziali sviluppatori del pacchetto, hanno optato per l’adesione del loro sistema ai nuovi standard ed alle nuove tecniche di interazione imposte al mercato dal rilascio e dal successo di Windows 95. Questa operazione, avviata con determinazione per quanto riguarda l’aspetto visivo dell’interfaccia, non è ancora terminata per quanto concerne gli aspetti strutturali del sistema. Tutto il patrimonio di comandi e funzionalità accumulato da MicroStation in questi anni non può essere riconvertito istantaneamente e ricollocato in nuove modalità di interazione; questa trasformazione richiede dunque tempo sia agli sviluppatori sia agli utenti acquisiti con le versioni precedenti.

L’impressione maturata nel corso della prova è quella di un sistema che si trova a metà del guado di questa radicale trasformazione. Dunque, una versione differente e più semplice rispetto alle precedenti, ma non ancora al pieno delle proprie potenzialità e con qualche difficoltà a soddisfare le aspettative, soprattutto dei nuovi utenti.

Le peculiarità che caratterizzano fortemente rispetto agli altri prodotti presenti nel mercato dei sistemi CAD ne fanno un sistema fruibile al meglio nel contesto di aziende di dimensioni medio-grandi, dove gli utenti possono contare sul supporto operativo e formativo di un gruppo di persone esperte, responsabili di organizzare e predisporre l’ambiente di lavoro con opportune configurazioni. In questo contesto  può mostrare tutte le doti di maturità e completezza e competere con sistemi di ben altro prezzo.

Comments are closed.

Powered by WordPress.com.

Up ↑

Discover more from Franco Folini Blog

Subscribe now to keep reading and get access to the full archive.

Continue reading