Articolo pubblicato nel novembre 1997 sulla rivista Pixel, Edizioni Il Rostro
L’annuncio della nuova release 4.1.7 di Dassault Systèmes/IBM, con il convertitore di file in formato AutoCAD, risponde alle esigenze delle PMI e non solo di quella grande industria.
Dopo un lungo periodo in cui le cronache del mondo CAD sono state in gran parte monopolizzate dall’arrivo di nuovi sistemi sviluppati da agguerrite “matricole” che hanno rivoluzionato gerarchie di mercato consolidate nel tempo, CATIA è nuovamente tornato a far parlare di sé. Il merito di questo rinnovato interesse è soprattutto del contratto con Fiat Auto, che, oltre ad avere assicurato a Dassault Systèmes/IBM l’esclusiva per tutte le nuove stazioni CAD che verranno installate presso la casa automobilistica torinese, ha indotto un po’ tutti gli operatori di settore a osservare con attenzione l’evoluzione di questo “storico” CAD.
Tra gli operatori si percepiva una certa attesa per la nuova versione di CATIA. Il sistema sviluppato a Suresnes (Francia), che in questi anni ha conquistato una solida posizione sul mercato con oltre 100.000 posti di lavoro a livello mondiale, installati soprattutto nelle grandi aziende aeronautiche europee, ora sembra rivolgersi con rinnovata attenzione anche alle aziende di dimensioni medie e piccole.
A sei mesi dalla precedente versione, annunciata lo scorso marzo, la nuova release 4.1.7 è stata finalmente presentata anche al pubblico italiano presso la sede IBM di Segrate (MI) dagli uomini di ETS/Italia, la divisione IBM incaricata della commercializzazione e del supporto dei prodotti Dassault Systèmes. ETS/Italia, lo ricordiamo, fa parte di una struttura a livello mondiale (ETS) che dovrebbe potersi muovere con una certa autonomia rispetto alla casa madre, proponendo i prodotti di Dassault Systèmes, oltre che nelle versioni per IBM AIX, anche nelle implementazioni su hardware HP, Silicon Graphics e, con l’ultimo rilascio, nella versione per Sun.
Nonostante il recente successo torinese, va detto che le abitudini di ETS/Italia non sono cambiate: le presentazioni prediligono gli aspetti tecnici e continuano a essere rivolte a una platea piuttosto selezionata ed esperta, che comprende soprattutto utenti e addetti ai lavori. Unico strappo alla regola e indulgenza alle esigenze del marketing: le puntualizzazioni di G. Ranfagni , che, dati alla mano, ha evidenziato come, a fronte di una penetrazione di mercato costante in tutta Europa (oltre il 15% nel 1995), il fatturato di ETS/Italia sia cresciuto del 35% nel primo semestre 1996, con oltre 83 nuovi clienti acquisiti dall’inizio dell’anno. L’elenco delle aziende che, come Fiat Auto, hanno scelto CATIA comprende molte delle industrie italiane più note o attive in Italia, quali IVECO, Zanussi, Alenia, COMAU, ABB, ecc. Al di là della legittima soddisfazione di ETS/Italia, queste acquisizioni, quando confrontate con quelle della concorrenza, testimoniano un’interessante tendenza in atto: nel settore CAD le grandi aziende stanno ormai abbandonando sempre più spesso l’approccio monofornitore per orientarsi verso soluzioni software eterogenee. Solo così si spiega perché i grandi nomi industriali siano contemporaneamente presenti nei palmarès dei principali produttori di software CAD.
Ma veniamo alle novità di CATIA. Molta enfasi è stata posta nel corso della presentazione sull’integrazione nel modulo base del sistema di progettazione di una funzionalità, finora disponibile solo come opzionale, e cioè il convertitore dei formati DXF e DWG (i formati di AutoCAD). Questa è un’aggiunta importante e probabilmente attesa da molti clienti, perché facilita l’integrazione e l’interoperabilità con dati provenienti da sistemi CAD di fascia bassa, in cui il formato DXF costituisce uno standard de facto. Tuttavia, è bene ricordare che le funzionalità di conversione dai formati di AutoDesk sono oggi presenti in modo più o meno diffuso, in Microsoft Word, ad esempio, e persino in molti programmi freeware. Il fatto di averla finalmente introdotta in questa nuova versione – tecnologicamente un evento non sensazionale – pare indicare la volontà di tenere maggiormente in considerazione le esigenze delle PMI e anche delle grandi industrie per quanto riguarda le subforniture.
Il convertitore per DXF e DWG non è, ovviamente, l’unica novità della release 4.1.7, che è stata arricchita da una lunga serie di miglioramenti apportati ai numerosi moduli (ad oggi 99) di CATIA. Tra questi enhancement, i più interessanti riguardano gli strumenti per la progettazione di componenti in plastica e alcune funzionalità specifiche per l’industria automobilistica (ancora da affinare). Le innovazioni tecnologiche più significative sono probabilmente quelle sotterranee, difficilmente percepibili, o almeno non immediatamente, dall’utente. Tra queste, ad esempio, la prosecuzione dei lavori di STEP-izzazione (STEP compliance) di moduli CATIA e il graduale ma costante avvicinamento tra il database CATIA e quello CADAM. Si tratta di operazioni che presumibilmente hanno richiesto ingenti risorse e i cui risultati si apprezzeranno soltanto nel medio e nel lungo termine.
Nell’attesa della prossima, archiviamo questa versione non come “… una pietra miliare”, come suggeritoci dagli uomini ETS/Italia, ma come un passo avanti in un processo evolutivo che, per un sistema dalle dimensioni e dalla complessità di CATIA, non può che essere graduale e insensibile alle mode e agli slogan del momento.
