1999, un anno di CAD

Articolo pubblicato nel dicembre 1999 sulla rivista Pixel, Edizioni Il Rostro

Da qualche anno il mercato CAD non smette di stupire nemmeno gli osservatori più smaliziati. Proprio nel momento in cui la situazione pareva assestarsi, compaiono nuovi prodotti sul mercato e si stringono nuovi accordi tra le aziende del settore. La causa principale di tanti cambiamenti è sempre la stessa: il personal computer. Per tanti anni snobbato dagli addetti del settore CAD, ritenuto poco potente e inadatto ai compiti gravosi della progettazione, questo piccolo elaboratore sta ora prendendosi la meritata rivincita. Grazie ai continui incrementi di potenza dei nuovi processori Intel, la capacità di elaborazione non rappresenta più un vincolo. Inoltre, i tanto propagandati progressi di Microsoft Windows hanno oggettivamente migliorato la facilità d’uso di queste macchine e ne hanno reso possibile l’impiego anche per attività particolarmente gravose. Infine, l’enorme diffusione di questa accoppiata hardware e software, nota come piattaforma “Wintel”, continua a stimolare l’aumento delle prestazioni e la discesa dei prezzi in tutti i settori collegati: dalle schede grafiche agli strumenti software.

Grazie ai continui incrementi di potenza dei nuovi processori Intel, la capacità di elaborazione dei personal computer non è più un vincolo per i sistemi CAD.

Franco Folini

Il mondo dei prodotti CAD non poteva restare indifferente di fronte a tali mutamenti. Con la cautela e la gradualità che da sempre caratterizzano questo settore, prodotti e produttori si sono orientati inequivocabilmente verso il mondo dei personal computer. Alcuni grandi nomi della fascia alta, quella dei sistemi più avanzati e costosi, hanno proseguito le manovre di avvicinamento alla piattaforma Wintel. Sulla stessa piattaforma, i prodotti di fascia media, quelli che attualmente offrono il miglior rapporto prezzo-prestazioni, si sono vivacemente confrontati per aggiudicarsi la leadership.

L’intero settore CAD è oggi focalizzato su strumenti basati sulla modellazione di solidi e su tecnologie avanzate, come la modellazione per feature e quella parametrica-associativa. Benché le aziende meccaniche continuino a impiegare ampiamente sistemi CAD 2D, il settore bidimensionale è ora considerato marginale e relegato nella fascia bassa, quella dei sistemi più economici. Sono pochi gli sviluppatori disposti a investire in questo segmento di mercato. Unica eccezione: Intergraph, che, con un prodotto interessante come Imagineer-Technical, ha dimostrato quanto ampi siano gli spazi per migliorare gli attuali strumenti 2D, da molti erroneamente considerati prodotti maturi e consolidati. Nella fascia media, in cui si collocano tutti i sistemi sviluppati in modo nativo per personal computer, si assiste ad una vivace competizione tra due giovani prodotti: SolidWorks della SolidWorks Corp. e Solid Edge di Unigraphics Solutions.

In questo confronto non mancano novità in grado di mantenere desta l’attenzione di osservatori ed utenti. È stato completato definitivamente il cambio del cuore geometrico di Solid Edge. L’innovativo motore geometrico ACIS di Spatial-Technologies ha dovuto cedere il passo al più datato, ma non meno competitivo, ParaSolid. Sul fronte finanziario, Solid Edge è stato ceduto da Intergraph alla nuova società, fondata da EDS, attiva nel settore CAD. Oltre al prodotto di fascia media, la neonata Solid-Solutions ha ricevuto in dotazione anche il sistema di fascia alta Unigraphics e il già citato ParaSolid. Nel frattempo, gli sviluppatori di SolidWorks Corp., con nuovi rilasci e miglioramenti significativi del prodotto, hanno di fatto smentito le voci più maliziose che prospettavano possibili conflitti con CATIA, il prodotto della propria casa madre, ossia Dassault Systèmes.

Anche gli altri protagonisti della fascia media non sono rimasti con le mani in mano. AutoDesk ha continuato a migliorare il proprio pacchetto Mechanical Desktop, che, sebbene non sia considerato il più avanzato dal punto di vista tecnologico, è molto apprezzato dagli utenti. Bentley, la società che produce e commercializza MicroStation, ha lavorato parecchio sui propri sistemi CAD con l’obiettivo di completare il passaggio a ParaSolid e di realizzare un’integrazione sempre più spinta con il mondo di Internet. Cad.Lab, una protagonista del mercato che ha coraggiosamente migrato dalla fascia alta a quella media, sta ancora completando la sua metamorfosi. Le novità seguite al trasloco dalla sede emiliana a quella più tecnologica, quella di Silicon Valley, sono molte. A breve abbandonerà il nome di Cad.Lab per assumere una nuova denominazione come think3. Nel frattempo, si attende il rilascio della nuova versione di Eureka che si presenterà potenziata e completamente rinnovata.

Recentemente, la fascia media si è arricchita di un nuovo concorrente: IronCAD di VDS. Si tratta di un pacchetto CAD, caratterizzato da modalità di interazione decisamente innovative, che trae origine da Trispective, un sistema oggi abbandonato ma che aveva fatto parlare molto di sé.

Anche in fascia alta la situazione è molto fluida. Tutti i sistemi storici, come Pro/Engineer di Parametric Technology Corp., I-DEAS di SDRC, CATIA di Dassault Systèmes e Unigraphics di EDS, si stanno rinnovando. Finalmente, si comincia a intuire le potenzialità dei prodotti di fascia media e, dopo i primi tentativi incerti, si intravede una seria opera di completamento e di miglioramento delle versioni per personal computer. Più decise sono invece le azioni che questi nomi hanno intrapreso sul piano finanziario, impossessandosi dei migliori prodotti di fascia media, così da affiancarli ai pacchetti storici per il mondo delle workstation.

Finalmente, si comincia a intuire le potenzialità dei prodotti di fascia media e, dopo i primi tentativi incerti, si intravede una seria opera di completamento e di miglioramento delle versioni per personal computer.

Franco Folini

Rimane da verificare se queste manovre saranno in grado di generare effetti positivi per il mercato e per gli utenti, fornendo la necessaria tranquillità economica agli sviluppatori di fascia media, oppure se, nell’intento di proteggere il ricco mercato di fascia alta, queste acquisizioni si tradurranno di fatto in un freno agli attuali processi di competitività e innovazione.

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