Articolo apparso nel febbraio 1995 sulla rivista valtellinese ViceVersa
Internet è la magica parola che da qualche tempo i mass media ci propongono e ci propinano quasi quotidianamente, spesso associandola a slogan di facile impatto come villaggio globale, autostrade elettroniche, comunicazione globale, e tante altre. Chi utilizza quotidianamente Internet può raccontarci cosa vi è dietro questi slogan dal punto di vista tecnico, meno immediato è invece capire l’impatto che avranno sulla nostra vita queste nuove modalità di comunicazione.
Chi utilizza quotidianamente Internet può raccontarci come la rete si usa, meno immediato è invece capire l’impatto che avranno sulla nostra vita queste nuove modalità di comunicazione.
Internet nasce e si diffonde dall’esigenza, di natura operativa ma anche culturale, di comunicare liberamente ed efficacemente con il proprio computer, attraverso media alternativi a quelli tradizionali, per scambiare informazioni, messaggi, documenti e programmi con utenti di altri computer in luoghi geograficamente distanti. Nell’ambito della comunicazione tra utenti di elaboratori elettronici, in una dimensione sovranazionale, vi sono sostanzialmente due tipi di reti: le reti spontanee a basso costo, come FidoNet nel mondo PC e basate su UUCP nel mondo UNIX, che si appoggiano alla tradizionale rete telefonica, e la rete Internet, che si estende come una grande ragnatela su tutti i continenti utilizzando ogni mezzo: linee telefoniche, satelliti, fibre ottiche, ecc. A partire dal 1984, il mondo universitario, i centri di ricerca ed alcuni grandi organi governativi americani hanno organizzato una grande rete, Internet, per collegare i propri elaboratori tramite linee di comunicazione dati dedicate, cioè utilizzate esclusivamente per questo scopo. Internet è gradualmente cresciuto connettendo via via sottoreti prima isolate e realizzando così una grande ragnatela che si estende su tutto il globo.
A sovrintendere il lavoro dei singoli utenti e gestori di Internet non esiste un istituto centrale, tutto si basa sul contributo volontario di ciascun ente partecipante ed esiste solo un piccolo organismo centrale che ha principalmente funzioni di coordinamento.

Questa rete globale, Internet, è costituita da molte sottoreti, ciascuna delle quali è gestita da un ente. Agli inizi questa rete veniva utilizzata principalmente per la posta elettronica, e-mail, cioè per l’invio di messaggi testuali, e per lo scambio di documenti e programmi inerenti alle attività di ricerca (attraverso programmi come FTP). Su base spontanea, hanno cominciato a sorgere le prime banche dati che offrivano, sulla rete, alla consultazione di tutti, raccolte organizzate di dati e documenti. Il passo successivo è stato la realizzazione di banche dati virtuali, consultabili con programmi come Archie, cioè banche dati che contengono solamente un indice dei dati e documenti offerti dalle banche dati vere e proprie. Contemporaneamente, alcuni utenti si sono riuniti in gruppi e hanno cominciato a organizzarsi con strumenti per lo scambio di dati ed esperienze su argomenti specifici, realizzando le cosiddette news. Oggi la rete Internet collega alcuni milioni di elaboratori, corrispondenti a circa trenta milioni di utenti in tutto il mondo, ed è in rapidissima crescita, soprattutto verso l’utenza privata.
L’ultima iniziativa apparsa su Internet, nata anche questa quasi casualmente, è una grande ragnatela di documenti ipertestuali sparsi per tutto il pianeta, consultabili gratuitamente e che si rimandano vicendevolmente in modo quasi completamente impercettibile al lettore. Questa grande ragnatela ipertestuale, denominata World Wide Web, o più brevemente WWW, può essere consultata da chiunque sia connesso a Internet tramite semplici programmi di interfaccia, anch’essi disponibili gratuitamente. Questi programmi di accesso a WWW, tra cui Mosaic e Netscape, disponibili anche in ambiente MS-Windows, sono molto semplici; una volta indicato l’indirizzo di un computer che rende disponibile una pagina di WWW, il programma da noi utilizzato vi si collega e visualizza, sul nostro schermo, una prima pagina di questo ipertesto planetario. Come in ogni ipertesto, alcune parole o frasi o immagini di questa pagina sono evidenziate e, una volta selezionate con il mouse, ci conducono ad un’altra pagina che potrebbe trovarsi sullo stesso computer della precedente o su un computer in un’altra città o in un altro stato o in un altro continente. Ciò che importa è che noi vedremo sullo schermo questa nuova pagina dopo pochi istanti, indipendentemente da dove questa risieda fisicamente. Alle prime esperienze di utilizzo, WWW lascia esterrefatti anche gli utenti più smaliziati, non tanto per i dati e le immagini che appaiono sullo schermo, quanto piuttosto per l’ebbrezza che suscita il navigare a folle velocità tra i computer dell’intero pianeta.

I dati che si possono incontrare navigando sul WWW sono i più disparati e ciascuno, credo, può trovare qualcosa di suo interesse. Visitando le pagine offerte dalle principali università si può consultare la documentazione relativa alle attività scientifiche svolte, si possono “sfogliare” le biografie, con tanto di foto, dei professori e ricercatori che vi operano; visitando le pagine di alcune società è possibile consultare cataloghi per la vendita di prodotti commerciali. Navigando con un po’ di curiosità in WWW si possono trovare anche archivi, ricchi di immagini, sulla produzione cinematografica mondiale, classifiche e recensioni musicali, notiziari, riviste; chi, ad esempio, volesse leggere le notizie del giorno può collegarsi all’indirizzo gopher://climber.siam.mi.cnr.it:70/11/win-italy/Ansa mentre per conoscere la cronaca locale sarda può leggere la versione WWW dell’Unione Sarda all’indirizzo http://crs4.it/~ruggiero/unione.html; chi volesse consultare una grossa biblioteca virtuale può collegarsi all’indirizzo http://www11.w3.com.

Se poi qualcuno decidesse di aprire una propria pagina WWW contenente tutte quelle informazioni, documenti, immagini, ecc., che desidera rendere pubblici, potrebbe utilizzare gli appositi programmi e guide disponibili gratuitamente in numerose banche dati, sempre su Internet.
Oltre a WWW, l’iniziativa del mondo Internet oggi di maggiore successo, sono numerosissimi i servizi accessibili via Internet; se ad esempio si possiede un account, cioè si è accreditati come utenti, su un elaboratore posto in un qualche angolo del mondo e collegato a Internet con un personal computer, è possibile, grazie alla rete, eseguire programmi sul computer remoto, visualizzando i risultati sul proprio schermo.
Chi ama chiacchierare può trovare facilmente un computer chiacchieroso, o BBS (Bulletin Board System), in qualche punto di Internet ed inserirsi in un gruppo di conversazione (room) scambiando idee, opinioni o semplici chiacchiere; chi volesse provare può ad esempio collegarsi, via Telnet, all’indirizzo bbs.isca.uiowa.edu e, con un po’ di lingua inglese, iniziare una vivace discussione intercontinentale su un argomento qualunque.

I servizi offerti su Internet sono numerosissimi; chi volesse approfondire l’argomento può consultare uno dei numerosi volumi apparsi recentemente oppure recuperare (via Internet!) un volume gratuito di circa 100 pagine dal titolo Zen and the Art of Internet di Brendan P. Kehoe.
Come accedere ad Internet
L’accesso a Internet è pressoché gratuito per chi opera all’interno di università e centri di ricerca, mentre singoli utenti e società devono pagare una quota fissa per il collegamento; la quota è stabilita su base mensile o annua ed è indipendente dal numero e dalla durata dei collegamenti effettuati. In Italia, purtroppo, non vi è grande sensibilità per questo tipo di esigenze e opportunità telematiche, per cui la Sip, ora Telecom, sembra ignorare totalmente questo mondo. Solo alcuni privati offrono questo tipo di servizio. Ad esempio, è possibile collegarsi al modem alla BBS Galactica di Milano, tel. 02-29006058, e da qui, avendo pagato la quota annuale, accedere ai servizi di Internet.
Breve Glossario
- Archie: programma per la consultazione di banche dati virtuali, cioè contenenti esclusivamente riferimenti ai dati presenti nelle banche dati.
- BBS (Bulletin Board System): elaboratore che fornisce servizi per lo scambio di messaggi tra utenti connessi via rete o via modem, suddividendo gli utenti in stanze virtuali, room, ciascuna dedicata ad un argomento specifico.
- FTP (File Transfer Protocol): programma che consente il trasferimento di file da un computer ad un altro via rete.
- Telnet: programma che consente di operare da un computer locale su un computer remoto in modo trasparente, con input ed output sul computer locale ed elaborazione sul computer remoto.
- WWW (World Wide Web): il grande ipertesto mondiale consultabile su Internet.
- Mosaic e Netscape: programmi in dominio pubblico per la consultazione delle pagine del WWW.
- TCP/IP: protocollo per la trasmissione di dati sulla rete; è il protocollo più diffuso per la trasmissione di dati sulla rete Internet.
- UUCP (Unix to Unix Copy Program): sistema per la comunicazione ed il trasferimento di file tra stazioni UNIX.
