L’IA e la comunicazione, lezione per il Master in PM per la Montagna

Il giorno 16 giugno 2026 ho tenuto una lunga e intesa lezione sul tema “Utilizzo dell’Intelligenza Artificiale nella comunicazione” per il Master in Project Management per la Montagna, organizzato da Unimont, dell’Università degli Studi di Milano. La lezione si è svolta integralmente su Zoom, con una ventina di studenti collegati.

Con la progressiva integrazione degli LLM nelle pagine di ricerca (SERP), i motori di ricerca non si limitano più a fornire una lista di link di qualità (SEO), ma sintetizzano direttamente risposte strutturate. Questo nuovo scenario richiede a chi crea contenuti di adattarsi, di privilegiare un tono autorevole, usare citazioni fattuali e risposte dirette, affinché il proprio contenuto venga selezionato dalle intelligenze artificiali (GEO).

Franco Folini

Di cosa abbiamo parlato

Durante l’incontro, abbiamo esplorato come l’Intelligenza Artificiale stia trasformando radicalmente il nostro approccio al marketing e alla comunicazione. Un tema che ha suscitato particolare interesse è la transizione dalla tradizionale SEO (Search Engine Optimization) alla GEO (Generative Engine Optimization). Con la progressiva integrazione degli LLM nelle pagine di ricerca (SERP), i motori di ricerca non si limitano più a fornire una lista di link di qualità (SEO), ma sintetizzano direttamente risposte strutturate. Questo nuovo scenario richiede a chi crea contenuti di adattarsi, di privilegiare un tono autorevole, usare citazioni fattuali e risposte dirette, affinché il proprio contenuto venga selezionato dalle intelligenze artificiali (GEO).Purtroppo nonostante gli accorgimenti che possiamo adottare, il numero di visitatori organici ai siti web sta costantemente diminuendo e il trend al ribasso non si è ancora assetato.

Abbiamo poi analizzato i due metodi principali per sfruttare quotidianamente l’IA: come “Generatore“, per creare testi, immagini e soluzioni da zero, e come “Consigliere“, per analizzare, criticare e migliorare il materiale esistente. In entrambi i casi, la qualità del risultato dipende dall’efficacia del prompt. Ho condiviso con gli studenti la struttura ideale per formulare richieste precise, che deve sempre definire sei parametri: chi l’IA deve impersonare, la lunghezza desiderata, il task specifico, il pubblico di riferimento, il tono di voce e il formato finale.

Infine, per tradurre la teoria in strumenti utili per chi opera in contesti legati alla valorizzazione e all’innovazione digitale dei territori alpini, abbiamo testato l’IA su casi di studio concreti. Abbiamo simulato la creazione del copy e del packaging per uno “Shampoo Alpino” naturale e messo alla prova la creatività dei modelli generativi nel riprogettare la veste grafica della “Latteria di Chiuro”. Questi esercizi pratici hanno dimostrato come l’IA, se guidata con maestria per superare i propri stereotipi, possa diventare un collaboratore straordinario nel promuovere le eccellenze locali.

Conclusioni

Desidero ringraziare Anna Giorgi, direttrice di Unimont, per questa grande opportunità. L’Intelligenza Artificiale è una competenza cruciale per chiunque si occupi di comunicazione, ma richiede conoscenze e abilità specifiche per essere gestita e trarne i massimi benefici.

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